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Diritto di critica | August 3, 2021

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Il mercato delle crociere è in crisi. O forse no? - Diritto di critica

Il mercato delle crociere è in crisi. O forse no?

I recenti disastri che hanno colpito la Costa Concordia e la Costa Allegra hanno portato, nell’ultimo periodo, ad una flessione del mercato crocieristico, da sempre uno dei più floridi in Italia. Così, dopo un 2011 da record (+19,8 per cento di traffico nei porti rispetto al 2010, tra sbarchi, imbarchi e transiti), l’Associazione dei Tour Operator di Confindustria registra all’inizio del 2012 un calo delle prenotazioni intorno al 20 per cento, con picchi del 35 per cento per Costa Crociere. Secondo l’Osservatorio nazionale del Turismo, inoltre, a risentire del naufragio della Concordia saranno i porti di sosta che accoglievano la nave durante il suo tragitto, come Civitavecchia (-7 per cento di movimenti), Napoli, Catania, Savona e Palermo, per il cui porto si prevede un –40 per cento di “toccate nave” e di indotto derivante dalla navigazione turistica. In ascesa, invece, Trieste e Brindisi.

«Dire che in questo momento il mercato è depresso è dire poco – ha affermato Gianni Rotondo, della Royal Caribbean Italia – di certo la tragedia della Concordia pesa su questa situazione, ma credo che la causa sia da ricercarsi anche nel crollo generalizzato del turismo, dovuto al quadro macroeconomico. La speranza è che il mercato si riprenda in estate e non tocchi il fondo».

Le opinioni degli addetti ai lavori, però, sono ancora una volta discordi sullo scenario futuro di questa fetta di mercato. Al Cruise Shipping Miami Tradeshow and Conference, l’appuntamento degli operatori di crociere che si sta svolgendo in Florida, i vertici dell’European Cruise Council (ECC) confidano infatti nella tenuta del settore, rifacendosi all’exploit dell’anno scorso, quando la crisi economica era già in atto. Il mercato dell’Europa nel 2011 è cresciuto del 9 per cento, un ottimo risultato in tempi di stagnazione e di politica di abbassamento dei prezzi, con la conseguente perdita di qualità.

E in questo quadro positivo ci sarebbe anche l’Italia, che rimane la meta più desiderata dai crocieristi di tutto il mondo. A confermare il trend non negativo anche Sergio Senesi, il presidente della Cemar di Genova, una delle agenzie marittime più importanti: «Il nostro Paese sarà ancora leader europeo degli scali crocieristici, con 10.748.000 passeggeri movimentati (-0,76 per cento rispetto al 2001) e 4.891 approdi (-5,59 per cento). Abbiamo fatto ulteriori verifiche e per il 2013 possiamo ipotizzare un imminente ritorno alla crescita, grazie soprattutto a unità navali nuove di zecca che verranno consegnate». La Cemar ha inoltre ribadito la leadership italiana crocieristica dei porti di Civitavecchia, Venezia e Napoli, sul podio come numero di passeggeri, seguiti da Livorno, Savona, Genova e via via tutti gli altri.

In questa giungla di dati e statistiche, comunque, a continuare certamente la loro ascesa in ogni continente sono le crociere di lusso, i cui facoltosi clienti non sono stati sfiorati dalla crisi economica. Navi lussuose con casinò, cabine da sogno e suites con piscina per le quali, secondo le agenzie specializzate, si arriva a spendere dai 500 ai duemila dollari a persona.