Brokers attaccano Madrid, spread alle stelle

Le Borse assaltano la Spagna. Un articolo – smentito – del Financial Times ha fatto esplodere la sfiducia verso Madrid, spingendo gli investitori a vendere titoli di stato iberici in gran fretta. A fine giornata, lo spread è schizzato a 539 punti, proprio come il nostro negli ultimi giorni dell’era Berlusconi. Il tasso d’interesse è ad un soffio dal 7%, considerato il punto di non ritorno. Perché far saltare ora la Spagna dopo mesi passati a piangere – e speculare – sulla Grecia?

Aeroporti fantasma. La Spagna arranca ormai da un decennio. La bolla immobiliare è esplosa nel 2008, dopo anni di crescita incontrollabile: il mix di denaro a basso costo, sgravi fiscali sulle case e boom edilizio avevano spinto le famiglie spagnole ad indebitarsi pesantemente per comprare prima e seconda casa. L’affare crollò come un castello di carte sotto la crisi finanziaria di Lehman Brothers, svelando l’insostenibile leggerezza di Madrid. Banche e famiglie spagnole erano piene di debiti, la crescita economica era già allora rallentata e le prospettive grame. La migliore immagine della crisi iberica la dà un rapporto Ue: dal 1990 sono stati costruiti 48 aeroporti commerciali per sostenere un frenetico traffico di merci e persone. Solo 11 sono stati ultimati e funzionano.

Al posto della Grecia. L’assalto alla Spagna non è casuale. Negli ultimi giorni la Grecia ha perso fascino per gli speculatori, perché è ormai evidente che gli elleni accetteranno l’austerity: le dichiarazioni dei leader politici e le intenzioni di voto vanno tutte in quella direzione. Se quindi Atene si stabilizza – relativamente – i brokers devono puntare su una nuova scommessa, altrettanto ghiotta e dirompente.

Ecco allora che il Financial Times spara la notizia: la Bce rifiuta il piano di “salvataggio” della prima banca spagnola, il colosso Bankia (330 miliardi di euro di attivo, oltre 490 miliardi di giro d’affari). La notizia è stata smentita dalla banca, dal premier spagnolo e da Olli Rehn, il vicepresidente della Commissione Europea. Soprattutto, Rajoy ha assicurato che Bankia verrà rifinanziata dal fondo salva-banche iberico, il Frob, senza chiedere denaro alla Bce: da Francoforte, intanto, si pensa a rendere più flessibile e dinamico il fondo salva-stati Esm, consentendo di intervenire a sostegno delle banche.

Le notizie – credibili o meno – sono sempre terreno fertile per la speculazione. Per un po’ i riflettori hanno abbandonato la Grecia e puntano su Madrid: dopo averla dimenticata, ci sembra improvvisamente ad un passo dal baratro. Apriamo gli occhi. L’economia europea è quella reale, non quella delle borse: sono gli aeroporti che non hanno merci l’indicatore più importante, non lo spread.

Di Sirio Valent

Giornalista professionista, 25 anni, ho iniziato con una tesi sul tracollo del Banco Ambrosiano, braccio finanziario della loggia massonica P2, per la facoltà di Economia. Due stage nella redazione economica dell'Agenzia Italia e una breve parentesi dietro le quinte di Confindustria mi hanno aperto gli occhi sulla realtà quotidiana del cronista economico. Mi piace lavorare su questioni di geopolitica, macroeconomia e retroscena finanziari, difficili da spiegare in modo semplice ma fondamentali per capire la realtà dietro lo specchio.