Un Presidente non si lascia intercettare

Impedire precedenti scomodi. Mantenere intoccabile la figura del Presidente della Repubblica, in vista di future battaglie in difesa della Costituzione. E’ un compito quello che ha spinto Giorgio Napolitano a scendere in campo contro i giudici di Palermo, nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia. Le sue intercettazioni, per quanto irrilevanti, non dovevano esser valutate e inserite nel materiale indiziario da fornire agli avvocati difensori del processo.

Il pm Ingroia sta tentando di mantenere agli atti le intercettazioni in cui compare anche il Presidente della Repubblica: sarebbero “irrilevanti per figure protette da immunità, ma utili contro gli altri indagati”. Lo ha ripetuto anche in una lettera a La Repubblica. Ma non basta. Napolitano ha chiesto ufficialmente alla Consulta di pronunciarsi sull’Incostituzionalità delle decisioni della Procura di Palermo, che invece di distruggere immediatamente le intercettazioni “presidenziali” ha optato per tenerle agli atti fino all’udienza preliminare, in conflitto con l’art.90 della Costituzione. 

Imparziale, intoccabile, altrimenti inutile. Giorgio Napolitano ha dovuto combattere, durante il suo mandato, contro le spinte “illegali” di Berlusconi – dal Lodo Alfano al Processo Breve, tutte norme ad personam e chiaramente anticostituzionali – ma anche contro la tentazione di opporre ad un Governo ostile veti su veti. Conosce quindi il rischio insito nello schierarsi da una parte, peggio ancora contro una decisione della Magistratura. Ma se non fosse sceso in campo, la figura del Presidente della Repubblica non sarebbe più stata la stessa. Se infatti il garante della Costituzione diventa intercettabile, anche indirettamente, perde la sua imparzialità: viene citato al banco dei testimoni e usato come teste pro o contro qualcuno, lui che deve difendere tutti senza dimenticare nessuno.

Napolitano ha agito con coraggio, e non per sé stesso. Per chi lo seguirà. Il prossimo presidente della Repubblica avrà forse compito più ingrato del suo (e dopo Berlusconi è dir tanto!), con governi deboli schiacciati tra populismo e macelleria sociale. Un Presidente intercettabile non potrebbe garantire più nulla, e la Costituzione, ultimo baluardo della Repubblica, vacillerebbe.

Di Sirio Valent

Giornalista professionista, 25 anni, ho iniziato con una tesi sul tracollo del Banco Ambrosiano, braccio finanziario della loggia massonica P2, per la facoltà di Economia. Due stage nella redazione economica dell'Agenzia Italia e una breve parentesi dietro le quinte di Confindustria mi hanno aperto gli occhi sulla realtà quotidiana del cronista economico. Mi piace lavorare su questioni di geopolitica, macroeconomia e retroscena finanziari, difficili da spiegare in modo semplice ma fondamentali per capire la realtà dietro lo specchio.

3 commenti

  1. Ma l’ultimo baluardo di che? Di questa repubblica delle banane schiacciata offesa fatta a pezzi e venduta, data in pasto alla finanza internazionale ed ai loro amici “tecnici”? Della costituzione che non ha mai difeso in 3 anni di governo berlusconi firmando leggi palesemente incostituzionali? Di questa coprocrazia al potere? Ma di che parli? Di aria fritta? Bè mettici tanto olio perchè non sa di niente, niente!!!

  2. sapere che voi collaborate con le frange deviate dei poteri dello stato, o forse direttamente con la mafia?, è buono a sapersi. così si sa come ci si deve comportare con voi in futuro.

    1. Ahahaha, emilio, complimenti per la sua battuta. Continuerei a ridere se non fosse vagamente diffamatoria. Stia attento con le minacce

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