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Diritto di critica | July 6, 2022

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India, la rivoluzione energetica passa dal business del fotovoltaico

India, la rivoluzione energetica passa dal business del fotovoltaico

Meerwada è un piccolo villaggio dello stato federato del Madhya Pradesh, situato al centro dell’India. Fino allo scorso anno le uniche fonti di energia erano rappresentate da alcune lampade alimentate a cherosene, inquinanti per l’ambiente e pericolose per la popolazione. “Non abbiamo mai avuto elettricità – ha precisato al Time il capo villaggio di Meerwada –, ci siamo dovuti adattare”. Ora, però, il piccolo villaggio brilla di “luce propria” o, più precisamente, sfrutta l’energia solare grazie a un progetto pilota della “SunEdison”, società statunitense con sede in California. Meerwada è stato selezionato come primo centro abitato per dare il via al programma “Sconfitta delle Tenebre” con l’obiettivo di portare energia elettrica in 150 villaggi in India, sud-est asiatico, Africa e America Latina.

Attualmente, l’energia utilizzata ha un costo mensile per famiglia che varia da 0,80 a 1,20 euro, l’equivalente di ciò che le stesse pagavano per l’utilizzo del kerosene.Il progetto, che ha fatto del villaggio di Meerwada un precursore in India, ha dato luce a 50 famiglie. Per il paese rappresenta un’occasione importante per una rivoluzione energetica con al centro la tecnologia del fotovoltaico. Il costo delle celle solari è sceso notevolmente, il 50% in meno rispetto allo scorso anno ed ora è ad un valore di circa ¼ rispetto al 2008. E’ stato stimato che il 40% delle campagne in India non è ancora connesso alla rete elettrica nazionale e un rapporto statunitense del “National Renewable Energy Laboratory” afferma che solo il 12,7% delle richieste di energia nei piccoli centri agricoli è soddisfatto. “Un gap da colmare per far sì che l’India raggiunga i propri obiettivi di crescita economica”. Il “World Economic Forum” (WEF), in un recente studio, ha sostenuto che una crescita del 9% in un anno può essere supportata da un incremento di produzione di energia elettrica del 6,5% annuo. L’aumento di energia solare, inoltre, potrebbe aiutare a centrare l’obiettivo di riduzione delle emissioni di anidride carbonica dal 20 al 25% entro il 2020.

Con 300 giorni di sole l’anno a livello nazionale, il potenziale dell’energia solare in India è molto elevato. E con 8,15 miliardi di euro di investimenti nelle energie rinnovabili, sembra buona la strada intrapresa dal governo. Sono diverse le società che hanno finanziato progetti fotovoltaici nel 2011. Esborsi per miliardi di euro.I sostenitori del solare sono convinti che l’India abbia la necessità di abbracciare un modello decentrato di produzione di energia elettrica per sfruttare tutti i vantaggi di questa tecnologia. Il “Barefoot College”, un’organizzazione no profit con sede nello stato occidentale del Rajasthan, sta sperimentando una modalità decentrata di “elettrificazione solare” già dal 1989. Corsi per diventare “ingegneri solari” sono rivolti a contadini e persone con un livello basso d’istruzione, in modo che possano contribuire alla diffusione del fotovoltaico nel paese. Ora, sono circa 13mila le abitazioni che utilizzano la tecnologia solare in tutto il paese.

Il governo indiano ha da poco riconosciuto l’importanza di questa risorsa per la crescita economica del paese. Il primo ministro Manmohan Singh ha sottolineato la rilevanza dell’energia solare come motore per trasformare l’India rurale. Nel 2010 è stata lanciata la “National Solar Mission”. La crescita iniziale è stata difficile. Da meno di 12 MW nel 2009 si è passati a 190 MW prodotti nel 2011. Nel marzo del 2013, la stima è di 1.000 MW, ma il vero obiettivo sono i 20 gigawatt entro il 2020. Per ora ci sono migliaia di villaggi baciati dal sole, ma la potenza non è ancora sufficiente.

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