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Diritto di critica | September 23, 2021

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About Face: dietro il volto di una top model

Nasce dalla curiosità e dall’ossessione per i ritratti di volti celebri, About Face: Dietro il volto di una top model (About Face: The Supermodels, Then and Now), documentario del fotografo Timothy Greenfield-Sanders e presentato in anteprima mondiale al Sundance 2012. Il film ricostruisce, attraverso le parole e le immagini, la storia vera delle icone più significative della moda di ieri e di oggi. Il regista ha collezionato  le testimonianze di alcune vere e proprie leggende della moda, nel tentativo di svelare il dietro le quinte di un universo dorato, ma non solo; l’intento era quello di ridisegnare il concetto di bellezza femminile, dagli anni ’40 ai giorni nostri, per porre l’accento sul complesso rapporto tra l’aspetto fisico come strumento di emancipazione per la donna o come business nel rutilante settore della moda. Un mondo fatto di scatti pose provini sfilate feste, e non soltanto; luogo d’incontro di personalità eccentriche, estrose, creative. Ma le tappe reali di questa professione, quello della modella, ancor oggi sognata da molte nel pianeta intero, che appena negli anni ’50 era considerato di malaffare?

Sono ormai alle spalle gli anni spumeggianti dove alle feste più glamour e sognate dalle ragazze bellissime che iniziavano questa carriera – alcune tra mille difficoltà, altre figlie d’arte, altre ancora quasi per caso – presenziavano Salvador Dalì o Andy Warhol, in un tripudio di eccessi e divertimenti: a segnare quei decenni spensierati, raccontano quasi all’unanimità, le sferzate ingannevoli delle droghe, l’incubo dell’Aids. Per qualcuna di queste donne stupende e ammirate sin da giovanissime, semplicemente il tempo. Il tempo della maturità e della vecchiaia che cambia l’aspetto e ridisegna i contorti dei volti.

Timothy Greenfield – Sanders in About Face fa riscoprire l’allure di donne straordinarie, volti tra i più celebri del XX secolo, mostrandone il lato più intimo e nascosto. Sullo schermo scorrono intrecciandosi le storie e i ricordi di Carol Alt, Marisa Berenson, Pat Cleveland, Carmen Dell’Orefice, Jerry Hall, China Machado, Paulina Porizkova, Isabella Rossellini. Tutte queste signore parlano di questo incantevole mestiere, e i giudizi non sono mai spostati, o definitivi: piuttosto si riesce ad avere una visione d’insieme  utile, intelligente, chè la verità non è mai una soltanto. Ecco quindi che le riflessioni di molte di loro sugli cambiamenti della società, dei costumi, del modo stesso di fare moda, si affiancano ai ricordi personali. La bellezza femminile non è solo merce per un settore spesso cinico e spietato – non si sorvola il problema da sempre esistito di vite fragili spezzate da anoressia e bulimia, oltre alla tossicodipendenza -, ma anche un gradino da cui spiccare il volo verso indipendenza e autodeterminazione. Molte di queste modelle, la Rossellini ad esempio, ma anche China Machado (che nei primi Cinquanta guadagnava, unica, 100 dollari al mese), splendida ottantenne che fu la musa di Richard Avedon, ancor oggi una beniamina nell’ambiente. Prima modella non caucasica a comparire sulle pagine di Harper’s Bazar, di cui nel giro di pochi anni divenne redattrice capo nella sezione moda, la Machado era la modella più pagata d’Europa. Una leggenda vivente che dispensa aneddoti, perle di saggezza, pareri contrari a botulini forzati e chirurgia estetica. Altre come la mitica Carmen Dell’Orefice   – “morirò prima o poi, ma a quel punto me ne andrò sui miei tacchi a spillo” – , anche lei protagonsita di tanti scatti celebri di Avedon, che invece confessano disincantate di averci fatto ricorso. Del resto, “se un tetto di un soggiorno crolla, non lo fareste ricostruire?”.  Bella la testimonianza di Pat Cleveland, una delle prime modelle di colore, da sempre paladina dei diritti civili troppo spesso dimenticati anche in questi ambienti solo all’apparenza disincantati e privi di pregiudizi.

A voler trovare una chiave di lettura, c’è l’idea che invecchiare con grazia non solo si può, ma si deve. A se’ stesse, prima di tutto. E se a dirlo sono leggende, superstar, volti iconici per tante donne del pianeta, è interessante porvi attenzione. Perchè ognuna, più o meno nota, fa i conti col proprio aspetto fisico, con la bellezza che sbiadisce, che apre porte o le chiude. Che discrimina o che salva. E’ la croce e la delizia, dell’essere femminile.

Lo stilista Calvin Klein, che appare in una sequenza di About the Face, ha riassunto al meglio, con una sola frase, la scelta delle modelle che ha fatto il regista nel realizzare il suo film – documentario: molte di esse, del resto, furono e sono sue amiche ancor oggi. “Queste donne avevano carattere – ha detto   –  avevano personalità. Avevano qualcosa dentro che si trasmetteva fuori…”.

Il film è un’esclusiva per l’Italia Feltrinelli Real Cinema: il 24, 25, 26 settembre sarà nelle sale del circuito The Space Cinema. Solo da febbraio 2013 sarà disponibile in homevideo, nella consueta formula dvd+libro, nella collana Feltrinelli Real Cinema.  


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