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Diritto di critica | September 20, 2021

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Sito web da 25 milioni di euro, la spesa folle dell’Inail

La crisi c’è e si sente, ma non per l’Inail. L’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro ha messo sul piatto la cifra record di 25 milioni di euro per la ristrutturazione e ammodernamento del proprio sito web. Un appalto triennale per la fornitura di servizi di gestione, sviluppo software e la gestione delle attività redazionali del sito istituzionale.

La gara è stata indetta dalla Consip, la centrale acquisti per la Pubblica Amministrazione in tema di tecnologie informatiche e, secondo quanto riporta l’Unità, l’iniziativa consentirà un risparmio di 4 milioni di euro. Sempre dei costi esorbitanti, specie se si pensa che i famigliari delle vittime sul lavoro ricevono cifre esigue. “Dire che sono sconcertato – ha detto all’Unità Marco Bazzoni, storico rappresentante dei lavoratori per la sicurezza – è poco. Se solo pensiamo che molti dei familiari delle vittime non ricevono neanche 2mila euro di indennizzo dall’Inail solo per una legge (TU 1124 del 30 giugno 1965) di cinquant’anni fa”.

Tale normativa, infatti, prevede che hanno diritto alla rendita a superstite, in caso di infortuni mortali, coniugi e figli, se assenti, gli ascendenti viventi a carico del defunto, che contribuiva al loro mantenimento. In poche parole, la vecchia legge ancora non consente ai genitori, che non risultavano ricevere contributi di mantenimento dal figlio morto sul luogo di lavoro, di poter usufruire degli indennizzi.

La questione è stata sollevata in Parlamento anche grazie a un’interrogazione del deputato della Lega Nord Marco Rondini. Alcune eccezioni della legge del ’65 prevedono il contributo una tantum o la rendita per i famigliari diretti.

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Comments

  1. bob

    “famigliari”?

  2. PaoloRibichini

    Sì, “famigliari”. Apra un dizionario e vedrà che, anche se la forma è desueta, non è affatto errata. Saluti