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Diritto di critica | December 4, 2021

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Ingroia tornerà pm ad Aosta, ma Rivoluzione Civile?

ingroiaEra in campagna elettorale e già spergiurava: “se perdo, riparto per il Guatemala, un posto alle Nazioni Unite me lo tengono”. E invece no. Antonio Ingroia non ci torna a guidare l’Unità Onu antinarcos in Sudamerica. Ma non sa che fare: tornare in Procura o restare in politica? Ci credeva così poco in Rivoluzione Civile da mollare subito? O Semplicemente “sta riflettendo”? Intanto, Csm e De Magistris provano a decidere per lui.

Ritorni alle origini. L’11 marzo è scaduta l’aspettativa per i magistrati candidati in politica. Luigi De Magistris e Antonio Di Pietro non hanno dubbi, si prosegue. Di Pietro si è dimesso da segretario dell’Italia dei Valori, ma già al Congresso di giugno vuol far risorgere il movimento. Anche per De Magistris la parola d’ordine è “back to basics”: “Rivoluzione Civile è morta, ma Antonio Ingroia no. Se torniamo alle idee originali possiamo farcela”. Il sindaco di Napoli spera di rosicchiare voti e consensi al popolo grillino, che lui considera “molto instabile”. Ancora il 3 marzo annunciava un incontro con Ingroia per decidere come rilanciare il progetto iniziale di Rivoluzione Civile, ripulita dalle vecchie facce e dai gerontopartiti.

Nessuna risposta. Ma Ingroia ha taciuto. Nessuna decisione fino all’11 marzo, e poi ancora silenzio. Il Csm intanto ha riavviato d’ufficio la pratica di reintegro, riuscendo a risolvere anche il conflitto d’attribuzione. E’ vero che un magistrato sceso in politica deve aspettare 5 anni per ritornare ad esercitare, ma solo nelle regioni in cui ha presentato la propria candidatura. Ecco la quadratura del cerchio: il Csm ha assegnato Ingroia alla Procura di Aosta, unica circoscrizione in cui non si era candiato. Un salto di quasi mille chilometri a nord di Palermo e in pieno deserto montano, ma di nuovo di ruolo.

Nessun progetto. Stupisce l’inerzia di Ingroia. Per tre mesi ha fatto parlare di sé con una proposta politica  interessante: far entrare in Parlamento i migliori nomi della società civile. Non gli “arrabbiati” di Grillo, legati al mondo del web, ma i volontari, quelli che hanno costruito associazioni e generato progetti di rilancio sociale. Per capirci, Libera Antimafia, Da Sud, Antigone, le realtà dell’accoglienza e della solidarietà. Un progetto in cui credere, aldilà di un risultato elettorale deludente. Possibile che lo stesso Ingroia lo abbia considerato – il più caustico dei detrattori di Libero – solo un trampolino di lancio per farsi una poltrona? Possibile che di quell’idea – e di quello slancio, che ha comunque smosso le coscienze di molti – non sia rimasto nulla?