Ma il popolo della Rete non esiste

Stefano Rodotà al Teatro Petruzzelli a BariIL GRAFFIO – Ventottottomila voti totali su 48mila aventi diritto e otto milioni di elettori che hanno scelto il MoVimento 5 Stelle alle ultime elezioni politiche. E un candidato presidente della Repubblica scelto da appena quattromila persone on line. L’Italia ha “rischiato” di vedere eletto un capo dello Stato proposto e votato da meno di cinquemila persone – una frazione di un quartiere di una grande città – fatto passare come “candidato del web”.

La distorsione mediatica che c’è stata sulla questione Rodotà è evidente. Tanto che dal blog di Beppe Grillo i dati sulle Quirinarie non stati diffusi subito prima delle votazioni ma diversi giorni più tardi: quale sarebbe stata la credibilità del M5S in Parlamento con un candidato votato da meno di cinquemila persone? E soprattutto: Il M5S ha preso otto milioni di voti alle politiche, che fine hanno fatto tutte queste persone? Alle Quirinarie, infatti, hanno partecipato meno di cinquantamila persone.

E’ evidente dunque che, a fronte di partiti espressione del popolo italiano, votati da milioni di cittadini – anche del M5S – il popolo del web non esiste. Non esiste perché in poco meno di 30mila hanno deciso di votare la rosa di candidati proposta dal MoVimento. Non esiste perché il tramite nella democrazia sono i partiti – come ha ricordato anche il presidente Napolitano nel suo discorso per il mandato bis – eppure, per giorni, si è ipotizzato e si è votato in Aula il nome di Rodotà come candidato “espressione della Rete”. Ma il fantomatico “popolo della Rete” – almeno guardando ai numeri – non esiste e comunque non crede nello strumento sbandierato da Grillo come opzione di democrazia: otto milioni di voti per il M5S alle ultime politiche, solo 28mila le preferenze espresse per le Quirinarie. Un dato tanto assurdo e drammatico da aver costretto il comico genovese a posticipare la diffusione dei dati per l’elezione del Presidente della Repubblica salvo – durante le votazioni in Aula – presentare Rodotà come il candidato del MoVimento 5 Stelle: nemmeno cinquemila voti on line. Poco meno delle visite a un buon video di satira sul web.

Di Emilio Fabio Torsello

Giornalista professionista, 30 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, la cronaca giudiziaria (imparando dal "maestro" Roberto Martinelli), l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore e in particolare con Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore "Roma", con Il Fatto quotidiano e con Roma Sette (Avvenire). In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles e ho collaborato con la redazione aquilana dell'AGI e con il portale del sole 24 Ore, Salute24. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress

1 commento

  1. esistevano petizioni e raccolte firma (ognuna sull’ordine dei 60mila) per Rodotà presidente che giravano in rete molto prima delle buffonarie di grillo

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