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Diritto di critica | September 21, 2021

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Prestiti e case in picchiata, banche non prestano più

Prestiti-banchePoco denaro, pochi investimenti. Le banche italiane, secondo la Consob e l’Abi stessa, non prestano denaro a sufficienza, tra tassi più alti della media europea e domanda debole. I consumatori tagliano sulla spesa, i proprietari non riescono a vendere le loro case. Se patrimonio immobiliare e portafogli sono vuoti o bloccati, come si fa ad uscire dalla crisi? Ecco la vera sfida di Saccomanni.

Prestiti, è credit crunch? L’Associazione banchieri italiani non ha dubbi, “è un problema di domanda“. Cioè gli italiani non chiedono abbastanza mutui e prestiti per finanziare nuovi investimenti. In termini numerici, stiamo parlando di un calo del 3,1% nel mese di aprile 2013, a seguire un trend negativo iniziato già nel 2008. Secondo il responsabile dell’ufficio studi Abi Gianfranco Torriero, gli italiani non sanno come investire il denaro che le banche offrono. Ma siamo sicuri che i tassi siano “appetibili”?

Tassi italiani? I più alti d’Europa. Secondo il rapporto Consob per il 2012, i tassi di interesse bancari sui prestiti alle aziende sono saliti a febbraio scorso al 4,5%, mentre nell’area euro la media è al di sotto del 4%. Nel 2011 era l’inverso: i nostri tassi erano in media al 3,2%, quelli europei al 3,7%. Il ribaltamento, secondo la Consob, segnala “forti elementi di fragilità nel sistema bancario italiano”.

Sanzioni Consob alle stelle. L’aumento dei tassi d’interesse al di sopra della media Ue (e quindi fuori dalle giustificazioni del “costo del denaro”, visto che il tasso di interesse interbancario della Bce è lo stesso per tutti) porterà quest’anno 22 milioni di euro di sanzioni per le nostre banche. Si tratta delle multe che la Consob commina agli istituti di credito che violano le norme sulla vigilanza o trasparenza nelle attività con il pubblico: nel 2011 erano “solo” 7,8 milioni, nel 2012 sono saliti a 10 e ora sono raddoppiati.

Case in picchiata, il mattone non si muove. La stretta creditizia dunque c’è, e a farne le spese è la casa. Il mercato immobiliare è in crisi: nel 2012 sono andate bruciate 150mila compravendite rispetto al 2011, e abbiamo raggiunto il minimo storico dal 1985. Gli italiani hanno potuto comprare un terzo di case in meno rispetto all’anno precedente, e soprattutto è rimasto invenduto un terzo delle case offerte. I prezzi calano di conseguenza, anche se lentamente: -4% tra settembre e dicembre 2012, e per il 2013 si prospetta un ulteriore calo del 2%.

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