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Diritto di critica | July 31, 2021

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Un referendum boomerang, i 5S si spaccano sul reato di immigrazione

Referendum m5s immigrazioneLa chiamavano democrazia diretta. Ora nel MoVimento 5 Stelle, alla prova dei fatti, è scoppiato il putiferio. Perché proprio questa parvenza di democrazia sta facendo emergere le contraddizioni politiche del MoVimento stesso. Infatti, finché tutto gira (o girava) intorno alla figura carismatica del suo leader, i pentastellati vivono in pace e d’accordo (ad eccezione di qualche dissidente). Poi però nel momento in cui sono chiamati ad esprimere il proprio pensiero sull’immigrazione clandestina, ecco rigurgitare dal basso tupamaros, fascistelli e leghisti di varia natura. Il partito che nasce per seppellire definitivamente la dicotomia politica destra-sinistra, si divide al suo interno proprio lungo quella stessa linea.

Quel referendum che spacca il MoVimento. Così sul blog scoppia l’inferno. In molti hanno criticato il metodo. Infatti, Grillo (o chi per lui) ha indetto in fretta e furia un referendum solo tra gli iscritti al 30 giugno dello scorso anno (80mila persone). Nessun dibattito, nessun post che potesse riassumere i pro e i contro di una decisione di questo tipo. E solo sette ore per esprimere la propria preferenza. Grillo, dal canto suo avrebbe evitato questa votazione e ha cercato in ogni modo di dargli il più basso profilo possibile proprio perché sa bene che il proprio elettorato è composto anche e soprattutto da delusi di destra e di sinistra. Questa volta, però, bisognava decidere. Da una parte il comico, contrario all’abolizione del reato di clandestinità, dall’altra i parlamentari 5 stelle, già sconfessati dal capo qualche mese fa sullo stesso tema. Allora, gli stessi parlamentari al grido “uno vale uno”, hanno chiesto a Grillo di applicare la democrazia diretta, così come indicato nel “non-statuto” del MoVimento. Grillo ha dovuto cedere e ha organizzato questo referendum a sorpresa tra gli iscritti, convinto – probabilmente – di averli dalla propria parte e comunque consapevole che su temi come quello dell’immigrazione l’anti-politica lascia il posto facilmente all’ideologia.

Questa non è democrazia diretta. Il risultato a sorpresa ha spiazzato tutti. Così i gestori del blog hanno precisato, al margine del post in cui venivano pubblicati i risultati, che “con l’abrogazione si mantiene comunque il procedimento amministrativo di espulsione che sanziona coloro che violano le norme sull’ingresso e il soggiorno nello Stato”. Della serie: “Tranquilli, non cambia nulla”. Infatti, cambia pochissimo in termini di gestione dei flussi migratori. L’abolizione del reato di clandestinità non influenzerebbe in alcun modo l’espulsione di immigrati irregolari che non abbiano o non possano dichiararsi rifugiati. Ma vallo a spiegare ai delusi di destra confluiti nel M5S. Non ci ha provato nessuno. Eppure la democrazia diretta richiede non solo una base un bel po’ più ampia (considerando che hanno votato circa il 30% degli iscritti e lo 0,05% degli aventi diritto di voto in Italia), ma anche un dibattito approfondito con interventi di esperti per avere un’idea chiara della decisione che si sta per prendere. Il blog di Grillo, certamente, potrebbe essere un punto di partenza, ma al momento viene usato solo per parlare di “morti”, “zombi” e “giornalisti del giorno”.

Comments

  1. andrea

    Ma che notizie date? Ve le inventate? Il M5S è tutto compatto e beato dopo le votazioni di ieri. Faziosi!