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Diritto di critica | July 31, 2021

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Caos "Le Monde", è rivolta contro il direttore Nougayrède - Diritto di critica

Si dimettono 7 capiredattori su 11, sotto accusa il presunto autoritarismo e il cambiamento di rotta del giornale

In terra francese la chiamano la “nouvelle crise”, la nuova crisi. E più che crisi, quella all’interno della redazione del secondo quotidiano più famoso di Francia, “Le Monde”, sembra un vero e proprio terremoto. Sette capiredattori su undici si sono dimessi per protesta nei confronti del direttore Natalie Nougayrède, giudicata ormai da mesi troppo dispotica e autoritaria, e poco rispettosa del lavoro dei suoi giornalisti, tanto nel stravolgere i titoli dei pezzi quanto nel modificare eccessivamente l’anima di sinistra moderata del giornale.

Una lettera chiara e concisa è arrivata sulla scrivania del direttore e del manager Louis Dreyfus: «Da molti mesi abbiamo inviato molti messaggi di allarme – fanno sapere i giornalisti, tra essi anche i responsabili dell’edizione digitale, Françoise Tovo e Nabil Wakim – per segnalare gravi disfunzioni e una mancanza di comunicazione e fiducia con la direzione che ci impediva di assolvere ai nostri compiti. Abbiamo provato ad offrire delle soluzioni, ma senza successo. Ora ci rendiamo conto che non possiamo andare avanti ed è per questo che rassegniamo le nostre dimissioni».

Secondo il sito francese Mediapart, all’interno del quotidiano di Parigi la Nougayrède è vista troppo filo-americana e ostile a Putin, troppo sbrigativa e attenta all’economia delle grandi aziende, tanto da abolire le pagine dedicate al sociale e all’ambiente, preferendo concentrarsi su temi poco vicini alle periferie e alle minoranze del Paese. «Sono dei golpisti», questa la risposta piccata del giovane direttore agli “ammutinati” di Le Monde. Che poi precisa: «Questa delle dimissioni in massa è una decisione grave, dalla quale verranno tratte le conseguenze a breve. Faremo una direzione rinnovata e più collegiale».  Ma pare che dietro al malcontento non ci siano solo questioni legate alla libertà di informazione o all’organizzazione tecnica del giornale, ma anche le paure per un posto di lavoro forse in bilico. È stato deciso infatti un cambiamento radicale del quotidiano (slittato a dopo l’estate), e un “ricollocamento” di 57 dipendenti spostati in massa sull’edizione online: «Solo una riduzione d’organico mascherata», accusano i detrattori. In attesa ora di riunirsi per decidere se votare la mozione di sfiducia nei confronti della Nougayrède.

Secondo per diffusione dopo “Le Figaro”, “Le Monde” conta al suo interno circa 400 giornalisti, e vende in media 275mila copie al giorno. Nominata nel marzo del 2013 con la stragrande maggioranza dei voti, Natalie Nougayrède, 47 anni, è stata per anni corrispondente da Mosca. È subentrata alla direzione dopo la morte improvvisa di Erik Izraelewicz, per due anni al comando del quotidiano dopo una vita come giornalista economico.

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