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Diritto di critica | September 22, 2021

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Ebola, e la chiamavano "pandemia"

Nonostante gli allarmismi il rischio di contagio è ridotto. L'Aids e la "banale" influenza fanno molte più vittime

“Pandemia”. Titoloni su titoloni. L’ebola fa paura. E fa paura perché fa notizia. D’altronde nessuno sano di mente vorrebbe farsi infettare da un virus che ha un tasso di mortalità del 70%. Ma cerchiamo di essere razionali. In primo luogo questo virus si trasmette attraverso fluidi corporei, sudore compreso. Molto difficile che il contagio possa avvenire per via aerea, come per il raffreddore. Quindi è chiaro che la propagazione di questo virus può avvenire solo in un contesto promiscuo e con standard igienici molto scadenti. Quasi improbabile che questo passaggio possa avvenire in metropolitana o in un autobus affollato. Al di fuori del corpo, infatti, il virus sopravvive solo qualche minuto. Lavarsi spesso le mani (e non mettere queste in bocca o a contatto con mucose come gli occhi) riduce quasi a zero il rischio.

Ma è una pandemia? L’ebola, finora, da quando c’è stato un sensibile incremento dei casi (da maggio a settembre 2014), ha infettato circa 9mila persone, provocando la morte di circa 4.450 pazienti in tutto il mondo, mentre l’Oms stima che la mortalità riguarderà presto il 70% dei contagiati. Questi numeri possono essere spaventosi se non confrontati con il numero della popolazione mondiale: più di 6 miliardi di persone. Di fatto nulla.

1,5 milioni di morti, ma non di ebola. Ma oltre a confrontare il numero degli infettati e dei deceduti rispetto alla popolazione mondiale, bisogna anche cercare di comprendere quali sono i virus più pericolosi per l’uomo. Tra questi, lo diciamo subito, non rientra l’ebola. Il virus più noto e di cui non si parla più sui giornali o in tv è l’Aids. Comparso nel 1981, ha prodotto in 33 anni 25 milioni di morti, circa otto volte il numero degli abitanti della città di Roma. Solo lo scorso anno sono morti nel mondo per Aids 1,5 milioni di persone, la maggioranza in Africa(dati Onu).

La strage silenziosa dell’influenza. Ma tra i virus più pericolosi per l’uomo c’è anche la “banale” influenza che, stando ai numeri, tanto banale non è. L’influenza e le sue varianti più o meno forti, nuoce un numero di vittime percentualmente molto inferiori rispetto ai contagi. La mortalità è di circa lo 0,1%. “Quindi non c’è da preoccuparsi”, direte. Ma è sufficiente guardare i numeri assoluti per scoprire che l’influenza nuoce un numero di vittime ben superiori a quelle dell’ebola, soprattutto grazie alla facilità di trasmissione del virus. Ogni anno nel mondo viene contagiato circa 1 miliardo di persone. Solo in Italia nel 2013 sono morte per influenza 8.500 persone (fonte Ministero della Salute), mentre ogni anno in Europa i decessi sono compresi tra i 50mila e i 200mila.

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Comments

  1. Giancarlo De Palo

    Grazie come sempre a Ddc per le sue puntuali osservazioni e statistiche, che ci abituano a pensare con la nostra testa e a non inseguire le enfasi e gli allarmismi interessati della maggior parte dei media.