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Diritto di critica | October 26, 2021

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Alfano, ovvero ''Viminale cercasi''

IL GRAFFIO – I manganelli non convengono al governo Renzi. L’immagine e la comunicazione che ha da sempre caratterizzato l’attuale governo, infatti, è stata impostata alla moderazione, ad una facciata di dialogo e disponibilità. Che potessero arrivare i manganelli così com’è avvenuto qualche giorno fa nei confronti degli operai della AST, davvero nessuno se lo aspettava.

E invece le cronache hanno visto Landini opporsi ai caschi blu dei poliziotti, insieme agli operai che rivendicavano la dignità e la protezione del loro posto di lavoro.

Il collo di bottiglia, però, è al Viminale e rischia di mettere a dura prova la reputazione del Governo da qui al futuro prossimo. Anche perché potrebbe essere questa l’ennesima – certo non la prima – delle situazioni imbarazzanti scaturite da decisioni prese o omesse da parte del Ministro dell’Interno. Le prime avvisaglie che qualcosa in quel Palazzo non funzioni si sono avute con l'”estradizione” della Shalabayeva. Davanti a una vicenda così grave, Alfano disse di non essere mai stato avvisato e di non averne saputo nulla. Caddero così altre teste ma non la sua, a capo del Viminale rimase un Ministro che – per sua stessa ammissione – veniva tenuto all’oscuro di vicende di rilevanza internazionale dai suoi sottoposti. L’Italia fu costretta a una precipitosa retromarcia rispetto a quanto avvenuto, l’allora Ministro degli Esteri Emma Bonino ci mise una toppa, autorizzando il ritorno in Italia della Shalabayeva e di sua figlia.

Una linea, quella del non prendere una posizione definita, che Alfano ha adottato anche ieri, quando ha espresso la sua solidarietà sia ai poliziotti che agli operai. In bilico, al centro. Solidarietà ai poliziotti – quindi contro l’atteggiamento dei manifestanti -, solidarietà agli operai – quindi in una posizione critica nei confronti delle forze dell’ordine. E ieri, durante il question time sugli scontri, il Ministro dell’Interno ha aggiunto che durante il corteo “si è arrivati a un concitato contatto fisico tra i manifestanti e la polizia”. Non una parola, però, su chi abbia sbagliato. Perché è evidente che – se le cose sono andate come tutti hanno visto – qualcuno ha sbagliato.

La risposta a questa impasse e alle vicende di piazza, infine, potrebbe essere ben sintetizzata dal catenaccio all’articolo di spalla uscito oggi sul Foglio: “La polizia scappa di mano perché al Viminale non c’è più la mano”.

@emilioftorsello