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Diritto di critica | May 14, 2022

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Sciopero prima del “ponte”, la mossa furbetta della Cgil

Il 5 dicembre, salvo sorprese, si terrà lo sciopero generale. Proprio di venerdì e proprio alla vigilia del Ponte dell'Immacolata

IL GRAFFIO – È certo il segno di una crisi di consensi. La Cgil convoca lo sciopero generale il 5 dicembre. Un giorno non a caso. Si tratta di un venerdì, vigilia del ponte dell’Immacolata. Una scelta più che consapevole con l’intento di spingere gli italiani a farsi quattro giorni consecutivi di vacanza. Un modo per ottenere la partecipazione più ampia possibile, anche al di là di coloro che conoscono e condividono il motivo dello sciopero.

Quegli scioperi di venerdì. Insomma, nulla di nuovo sotto questo sole. La Cgil applica il vecchio trucco delle vertenze sindacali dei lavoratori dei mezzi pubblici. Posizionare lo sciopero a ridosso del weekend (in questo caso a ridosso di un “ponte”) serve a dimostrare al governo che i lavoratori italiani sono con il governo. Ma nel dubbio che poi in piazza possano essere in pochi, il sindacato ha deciso di diluire la protesta sul territorio, in una miriade di piccole manifestazioni. Perché, vista la data, non sarà troppo difficile ottenere l’astensione dal lavoro. Piuttosto sarà difficile avere le persone in piazza.

Contro il Job Act. I motivi dello sciopero riguardano la Legge di Stabilità e il Job Act. Si tratterà, salvo soprese, di un’astensione di otto ore. Nulla di ufficiale per il momento: manca solo il nulla osta del direttivo della Cgil. “Ora aspettiamo la convergenza delle altre sigle sindacali sulla data”, ha spiegato Susanna Camusso. “Dubito che il governo dia segnali di un cambiamento strutturale del Job Act”. Così, sciopero sarà. E vacanze per tutti.