Tra dubbi ed interrogativi, proseguono le operazioni condotte dalla coalizione occidentale in Libia. Dopo continui colpi di scena ed un periodo di stallo della missione internazionale, la situazione in Libia si è sbloccata e sembra finalmente giungere ad una svolta definitiva.
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Il governo di Gheddafi annuncia: “basta petrolio all’Italia”. Poi l’apertura a Francia e Stati Uniti
Basta petrolio all’Italia. Le autorità libiche hanno annunciato la fine della loro cooperazione energetica con il nostro Paese. Data la partecipazione dell’Italia alle operazioni Nato, in futuro il governo di Gheddafi non concluderà più accordi con l’Eni, i cui investimenti nel settore petrolifero libico sono stati stimati intorno ai 30 milioni di dollari.
L’ipocrisia della guerra libica, dimenticata da cittadini e pacifisti
In Libia continuano i raid – anche italiani – ma nessuno ne parla. Né si trova più mezzo pacifista disposto a manifestare contro la guerra portata nel Paese di Gheddafi. Improvvisamente sono sparite le bandiere arcobaleno, i vari Alex Zanotelli, i cori, le fotine con la bandiera “dei ribelli” dalle iconcine di Facebook. Tutti si… Continua a leggere L’ipocrisia della guerra libica, dimenticata da cittadini e pacifisti
Le trappole della guerra umanitaria. Il caso libico
Qualsiasi intervento militare porta sempre con sé numerose critiche, dividendo costantemente l’opinione pubblica tra sostenitori e contrari. Il problema è che il confine tra legittimità e legalità è difficile da individuare e allo stesso tempo facile da aggirare.
L’editoriale – Bombe sulla Libia, il gioco delle parti tra governo e opposizione
Sulla Libia il governo gioca al gioco delle parti. Il premier Silvio Berlusconi alla fine ha accondisceso alle richieste della Nato e del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama: l’Italia bombarderà la Libia con operazioni mirate e di cui sarà reso edotto il Parlamento. La nota con cui Palazzo Chigi annuncia che l’Italia parteciperà ai… Continua a leggere L’editoriale – Bombe sulla Libia, il gioco delle parti tra governo e opposizione
L’editoriale – “Scemo di guerra”. Il ruolo dell’Italia nel conflitto in Libia
In Libia l’Italia non è né carne né pesce. Vivacchia. Dichiara guerra al rais ma si affretta a rettificare che ci dispiace per le bombe. Partecipa alle missioni ma non combatte. Riconosce i ribelli ma assicura che se Gheddafi sarà in difficoltà “verrà aiutato”. Insomma: né di qua né di là.
L’analisi – Crolla la fiducia, gli ultimi flop del governo
Ormai Berlusconi non lo dice nemmeno più. “Il mio governo gode del 60% della fiducia della gente”, dichiarava un anno fa. Poi nel febbraio del 2011 ha iniziato a ridimensionare i suoi “sondaggi”: “Il 51% degli italiani mi ama, gli altri sono comunisti”. Oggi evita di citare i numeri anche perché stonerebbero di fronte ai più attendibili sondaggi che danno la fiducia nel suo governo ai minimi storici: 23%.
Germania, l’atomo affonda il governo Merkel
I conservatori della Merkel affondano alle elezioni del Baden-Wuerttemberg e della Renania, travolti dall’ascesa dei Verdi anti-nucleare. Si profila l’inizio della fine: un rimpasto di governo significherebbe la destituzione del ministro degli Esteri Westerwelle e la fine dell’alleanza con i liberaldemocratici. La Germania si prepara a cambiare pelle in piena crisi dell’Europa Unita. La signora… Continua a leggere Germania, l’atomo affonda il governo Merkel
A Londra si discute, a Misurata si muore
Parte per Londra il “gruppo di contatto” della Nato: Frattini-Westerwelle e Sarkozy-Cameron si scontrano sul post-Gheddafi. Il Pentagono rivendica fieramente di aver bombardato più degli altri: 883 raid dal 19 marzo ad oggi, “il 62% del totale”. Intanto a Misurata il massacro prosegue, otto morti e 24 feriti soltanto oggi.
Libia: la Francia si arrende alle rischieste italiane
Cresce lo scontro tra Italia e Francia sul comando delle operazioni in Libia. E con l’Italia si schierano apertamente la Norvegia e gli Stati Uniti. Sarkozy preoccupa gli alleati. Il suo protagonismo, in parte spiegabile con le imminenti elezioni nazionali, spaventa l’Italia che vede minacciata la sua egemonia economica in Libia.