La cosa che realmente meraviglia, perdonate il gioco di parole, è restare meravigliati. Le 389 pagine della Procura di Milano che riportano intercettazioni e interrogatori sul Caso Ruby sostanzialmente non ci svelano niente di nuovo in merito a certe abitudini sessuali del presidente del Consiglio.C’è una vecchia intercettazione del 1986 in cui l’allora imprenditore Berlusconi parlava con Dell’Utri di donne e dell’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi.
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Ruby: ecco il certificato di nascita
Se ce l’avessimo sarebbe uno scoop. Già perché nelle 389 pagine di intercettazioni, verbali e chicche sui festini ad Arcore, manca un unico foglio: il certificato di nascita di Ruby-rubacuori (nella foto) che ne attesti la minore età. Ma andiamo per gradi e leggiamo insieme i verbali relativi all’identificazione della ragazza. «Dato che io le… Continua a leggere Ruby: ecco il certificato di nascita
Nell’Italia di Ruby. E le altre?
C’è l’Italia di Ruby. Quella che da giorni riempie le pagine dei giornali. È l’Italia dei “giovani compromessi”, delle escort, dei festini, delle buste e delle cifre da capogiro. E poi c’è l’Italia delle altre. Quella che vive all’ombra della ribalta mediatica. Un’Italia diversa, che esiste da sempre, ma di cui ci si dimentica troppo spesso.
La Lega scorda la famiglia e “perdona” il bungabunga. Tutto per il federalismo
Va bene tutto: festini, prostitute, minorenni discinte, bungabunga, donnine ignude e la corte dei miracoli svelata nei giorni scorsi dal Rubygate, purché si arrivi al tanto agognato Federalismo. La Lega Nord dei valori cattolici non negoziabili e della famiglia, nel vertice di ieri con il premier ha assicurato fedeltà al governo sia prima che dopo il licenziamento della riforma federalista firmata Carroccio. Purché si arrivi al Federalismo.
L’Italia ubriacata dal “bunga bunga” dimentica disoccupazione, rifiuti e militari uccisi in Afghanistan
L’occupazione che non riparte e una crescita economica fiacca per i prossimi due anni. L’allarme – passato quasi del tutto sotto silenzio, messo in sordina dalle vicende sessuali del premier Silvio Berlusconi – è stato lanciato ieri dalla Banca d’Italia nel suo bollettino economico. Una vera e propria ubriacatura di cui sta rimanendo vittima l’informazione italiana
Rubygate: i punti deboli dell’inchiesta della procura di Milano
Nel Rubygate manca ancora la prova regina: non c’è una carta che attesti il pagamento dei fantomatici cinque milioni di euro alla giovane marocchina e ancor meno una testimonianza che confermi la consapevolezza del premier Silvio Berlusconi sull’età di Ruby-Rubacuori. Ancor meno prove esistono sulle presunte notti di sesso della giovane con il premier. Una cosa infatti è la presenza, un’altra la prestazione. In mezzo un reato tutto da dimostrare.
Ruby: sul sito della Camera le ragioni dei magistrati – Scarica il documento
Diritto di Critica pubblica la richiesta di autorizzazione alla perquisizione dell’ufficio di Giuseppe Spinelli a Segrate da parte della procura di Milano, nell’ambito dell’inchiesta sul giro di prostitute e ragazze minorenni nella residenza del premier Silvio Berlusconi.
Suona la sveglia per il Pd, ora è rischio “rottamazione”
Li chiamano “rottamatori”. Non è forse il termine più adatto per indicare chi chiede rinnovamento. Ci hanno provato con le primarie e con nuove idee a dare fresca linfa al Pd, come meccanici che provano a riparare un’auto vecchia, un’auto nata già vecchia. Ma dopo tre anni la speranza è morta. Allora, ben vengano gli incentivi alla rottamazione. Niente soldi, per carità, solo nuove facce ed idee.
Velinocracy. Il costo sociale delle avventure dei potenti
Ruby e il Bunga Bunga. Il caso, che coinvolge Berlusconi, Fede e Lele Mora, e che Diritto di Critica ha attentamente seguito, ha scatenato il consueto terremoto sui giornali e soprattutto su internet. Eppure al cittadino, almeno a quello che ha a cuore le sorti dell’Italia e della sua scena politica più del pettegolezzo stile Belen-Corona,… Continua a leggere Velinocracy. Il costo sociale delle avventure dei potenti
L’ipocrisia della politica: quando a fare le battute sui gay erano Di Pietro e gli ex missini
Non solo Silvio. La battuta sui gay, qualche tempo fa, è scappata anche al leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. Durante una delle tante interviste a Klauskondicio, punzecchiato dalle domande di Klaus Davi, Di Pietro è caduto proprio sui gay. In francese e forse con un po’ più di stile, il significato è lampante:… Continua a leggere L’ipocrisia della politica: quando a fare le battute sui gay erano Di Pietro e gli ex missini