Immigrati di seconda generazione, con il progetto Talea “il merito mette radici”

Valorizzare l’immigrazione qualificata, potenziare la propria autostima e consapevolezza, proporsi nel mondo del lavoro, imparare a difendersi dagli stereotipi. Sono i punti cardine del progetto Talea, ideato dalla Fondazione Etholand e giunto quest’anno alla seconda edizione.

Vite migranti – «Noi, straniere laureate, non ci accontentiamo di essere badanti»

“Così, insegniamo alle immigrate a credere in loro stesse”. Arlen Haideé Aquino, venezuelana, lavora come mediatrice della Provincia di Cagliari ed è presidente dell’associazione Arcoiris, impegnata a supportare le donne immigrate nell’integrazione. Badanti, colf, babysitter: sono gli unici lavori concessi a straniere, spesso laureate ma costrette a ripartire da zero, perché i loro titoli non vengono riconosciuti.

Vite migranti – Naima, «Bibbia e Corano, una ricchezza per la mia famiglia»

Naima, 43 anni, marocchina, vive a Busachi (Oristano), con la sua famiglia. Lei è musulmana, suo marito e i loro due figli, Omar e Karim, sono cattolici. Ma questo non è certo un problema: “Loro adorano la carne di maiale, ma io non ho mai pensato di assaggiarla. E finalmente Omar ha smesso di chiedermi perché non mangio durante il Ramadam”.

Roma, aumentano gli immigrati ma l’integrazione è ancora lontana

Aumentano gli immigrati residenti nella Capitale, riescono a trovare lavoro regolare (nonostante la crisi) e a comprare casa di proprietà (in periferia o nei comuni limitrofi). Ma la vera integrazione è ancora lontana: il 77% di loro svolge lavori poco qualificati che non tengono conto dei titoli e della formazione pregressa. E le seconde generazioni… Continua a leggere Roma, aumentano gli immigrati ma l’integrazione è ancora lontana