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Diritto di critica | September 23, 2019

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Rifiuti a Napoli, per Berlusconi è colpa dei magistrati. Ma il ragionamento non regge - Diritto di critica

Ora che ci sono le elezioni i pm di Napoli hanno chiuso le discariche, io porterei i rifiuti da loro in Procura“. Le parole sono del premier Silvio Berlusconi che però questa volta ha sbagliato pronostico. Fallito il colpo di scena con i militari inviati a raccogliere i sacchetti dell’immondizia, Silvio Berlusconi cerca di limitare i danni e scarica ogni responsabilità sui i pm partenopei, colpevoli – a suo giudizio – di bloccare il normale sversamento della monnezza in discarica. Quasi che pretendere procedure a norma sia un odioso paletto burocratico e nulla più. Andassero al diavolo le falde acquifere, i campi da coltivare e – più in generale – la salute dei cittadini: i pm non devono bloccare i lavori delle discariche.

Il ragionamento di Berlusconi, però, non sta in piedi soprattutto sul versante politico: sotto elezioni i pm acuirebbero di proposito l’emergenza per sfavorire chi? Il centrodestra? No. Sindaco di Napoli, infatti, non è certo un esponente del Popolo delle Libertà da danneggiare con un’eventuale voluta emergenza rifiuti, programmata a tavolino da “toghe rosse” e monnezzare. Il primo cittadino del capoluogo partenopeo, di contro, è Rosarusso Jervolino, esponente di quel Partito democratico che in Campania è uscito con le ossa rotte a causa delle inchieste a carico dell’ex governatore Antonio Bassolino. I magistrati, dunque, se davvero avessero chiuso di proposito le discariche, avrebbero fatto un torto alla sinistra e favorito il candidato di destra. Nella foga anti-pm, dunque, questa volta il premier l’ha davvero sparata grossa: una città in quelle condizioni certo non avvantaggia il sindaco uscente.

 

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