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Diritto di critica | July 14, 2020

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Microsoft acquista Skype: la fine del sogno? - Diritto di critica

Microsoft acquista Skype: la fine del sogno?

La più grande acquisizione nella quasi quarantennale storia di Microsoft è stata ufficializzata la scorsa mattina: la società fondata da Bill Gates ha comprato Skype, la piattaforma di telefonia su internet più diffusa del mondo. Le tendenze esplicitamente monopolistiche del colosso di Redmond fanno però già tremare i milioni di utenti del programma di voip.

La notizia e le cifre (8 miliardi e mezzo di dollari, tutti in contanti) sono stati ufficializzati dal Wall Street Journal e riprese dai media di tutto il pianeta, per un’operazione tra le più importanti per la tecnologia degli ultimi 10 anni. L’obiettivo dichiarato è quello di affrontare con un nuovo gigante la concorrenza di Google, ma soprattutto di Apple.

La travagliata storia di Skype Technologies SA è partita nel 2003 da un’idea di Niklas Zennstrom e Janus Friis, inventori di Kazaa, uno dei tanti soggetti del file sharing musicale, nati dopo la conclusione dell’avventura della “nave pirata” Napster. Nel 2005 eBay acquisì il pacchetto azionario per 2,6 miliardi di dollari, tra denaro corrente e stock options, associando Skype al sito di aste on-line più famoso sulla rete. L’esperimento fu fallimentare e portò alla vendita nel 2009 del 70% delle quote a investitori privati, con una valutazione della società di circa 2,75 miliardi, fino alla transazione perfezionata in questi giorni.

La conferenza stampa della scorsa mattina (le 17 circa in Italia) ha mostrato volti sorridenti e grandi speranze. Steve Ballmer, ceo di Microsoft, ha subito scoperto le carte, parlando di una ferma intenzione di unire i programmi come Outlook, Msn e Windosw Live e il mondo di Microsoft Connect, oltre che la consolle X-Box, al mondo della telefonia su internet, incrementando il numero di utenti connessi. Gli account Skype, oggi, si aggirano intorno ai 700 milioni e rappresentano una buona base di partenza per una grande operazione di marketing per Windows Phone 7, nelle intenzioni concorrente diretto di iPhone. I timori della rete (e della borsa) sono stati, per il momento, azzerati dallo stesso Ballmer, che ha assicurato il proseguimento della presenza di Skype su tutte le piattaforme, comprese quindi quelle Mac o con sistemi open source.

La nuova divisione Microsoft sarà affidata al chairman di Skype, in sella dallo scorso agosto: Tony Bates. Le sue parole hanno dimostrato le reali esigenze del proprio prodotto. La prima frase in conferenza stampa, infatti, è stata chiara: «Oggi è una grande giornata per i dipendenti di Skype». La società ha segnato certamente una crescita di sviluppo e utenti, con fatturato per 860 milioni di dollari, ma pure perdite di 7, oltre a debiti di lungo termini pari a 686 milioni. Alla finestra per un’acquisizione si erano affacciati pure Google, Facebook e Cisco Systems Inc., bruciati dall’offerta irrinunciabile dei papà di Office. Per Bates, gli account potranno ora passare a miliardi, con un incremento storico della telefonia mobile legata al video, sfruttando le tecnologie dei nuovi padroni.

Microsoft si vuole giocare il tutto per tutto, persino in mercati apparentemente inattaccabili (basti pensare all’investimento per il motore di ricerca Bing). Da una società che negli anni ha prodotto formati esclusivi per i propri clienti (i terribili .bmp per la grafica o .wma per gli audio) forse c’è da aspettarsi poco di interessante. Ma per affrontare gli squali presenti oggi, ha deciso di puntare tutto sull’innovazione.

Le alternative gratis a Skype, però, sono già pronte a fare incetta di delusi.

Comments

  1. Giuseppe

    860 milioni sono il fatturato, non i profitti.