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Diritto di critica | August 10, 2020

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Il Movimento 5 Stelle raccontato da Toni Jop

Il cronista dell'Unità da anni fine osservatore del M5S e finito alla gogna sul sito di Grillo, racconta il suo punto di vista sui pentastellati

Il Movimento 5 Stelle raccontato da un ”giornalista del giorno”. Intervista con Toni Jop

Possiamo dire che è stata creata una nuova forma di intendere le relazioni, sia tra i politici sia tra i movimenti e i cittadini?

Il messaggio che viene inviato è che sia ormai attivo ed efficiente un nuovo vocabolario. Che non riguarda solo la politica ma anche le relazioni tra i gruppi e tra i poteri, oltre che le relazioni tra chi ha e chi non ha: il movimento, ad esempio, non ha mai preso in considerazione la frattura netta che esiste ed è fondativa rispetto alla storia del mondo: la distinzione tra chi ha e chi non ha, tra chi può e chi non può. Occasionalmente viene ripescata: quando il Movimento ha bisogno di aderire a un pensiero sociale, su questo versante alcune tematiche della vecchia politica vengono ripescate ma nelle loro parole la contrapposizione smette di essere una chiave di lettura della storia. La grande bilancia, d’altronde, è ed è sempre stata quella tra chi vuole il potere e chi soffre. I grillini, invece, lo interpretano di tanto in tanto con una certa meccanicità, in un’ottica corporativa.

Altra operazione culturale che stanno compiendo e stanno forse portando a casa: dal grande pensiero del ‘900 inevitabilmente fin qui tutti abbiamo sempre accettato di affrontare insieme dei problemi, con punti di vista diversi per cui le mille culture che costituiscono la nostra società sono sempre state dei filtri capaci di mostrare quei problemi sotto aspetti diversi: ogni cultura produce una visione, è un filtro della realtà e si ritrova spesso nel fraseggio politico e nella geografia politica.

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