Berlusconi e Il Giornale raccontati da Indro Montanelli

«Finalmente potremo ricominciare a discutere della pubblica amministrazione e della pubblica finanza senza il timore che qualsiasi proposta venga propugnata o combattuta secondo gli interessi di Berlusconi. Finalmente la Corte di Cassazione potrà avallare o bocciare sentenze che non siano in odore di favoreggiamento o danneggiamento di Berlusconi. Finalmente potremo rialzare la testa ed appuntare lo sguardo su ciò che avviene nei Paesi che ci circondano senza l’angoscia di vedervi accorrere Berlusconi a farvi le sue solite sceneggiate».

Era il 23 dicembre 1994. Sedici anni fa. A scrivere queste righe, l’ex direttore del Giornale, Indro Montanelli, all’indomani delle dimissioni del capo del governo. E se il Berlusconi d’allora pare tale e quale a quello di oggi, ad avere tutt’altro spessore era invece l’anima del quotidiano di famiglia. «L’editore – racconta ancora Montanelli nel 1988, citando il futuro capo del governo – chiese una volta, a titolo di favore, “un occhio di riguardo per la sua creatura prediletta“. Non la televisione, come i lettori saranno forse indotti a pensare, ma il Milan. Sottoposi questa sommessa istanza alla redazione sportiva. La risposta fu una lettera collettiva di dimissioni. Caso chiuso». I più penseranno forse che il Giornale d’allora era un covo d’interisti. Qualcun’altro pero’ ravvisera’ in questo gesto – una lettera collettiva di dimissioni – un segno di serietà di una redazione davanti alle pressioni dell’editore. E non si parlava di politica ma di sport: la dignità e l’indipendenza dei cronisti dell’epoca veniva prima dei voleri del padrone. Qualsiasi fosse la redazione e la richiesta.

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La differenza tra ieri e oggi è palese e ogni commento e riflessione la lascio ai lettori di Diritto di Critica. Basta rileggere le parole di Montanelli e confrontarle con i titoli in prima pagina del quotidiano diretto da Vittorio Feltri o con gli editoriali dei vari Sallusti per rendersi conto dello stile e di uno spessore giornalistico che sembrano ormai irrimediabilmente smarriti.

Di Emilio Fabio Torsello

Giornalista professionista, 30 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, la cronaca giudiziaria (imparando dal "maestro" Roberto Martinelli), l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore e in particolare con Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore "Roma", con Il Fatto quotidiano e con Roma Sette (Avvenire). In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles e ho collaborato con la redazione aquilana dell'AGI e con il portale del sole 24 Ore, Salute24. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress

2 commenti

  1. L'attualità delle parole di Montanelli è impressionante ! Paiono scritte oggi!

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