Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | December 3, 2021

Scroll to top

Top

Veronesi, le scorie radioattive innocue e il conflitto di interessi - Diritto di critica

Veronesi, le scorie radioattive innocue e il conflitto di interessi

Le ultime dichiarazioni di Umberto Veronesi, oncologo di fama internazionale  e ora presidente della neo Agenzia per la sicurezza nucleare hanno fatto scalpore: «Le scorie non sono un problema per la salute. Io potrei dormire in camera con le scorie nucleari, non esce neanche una minima quantità di radiazioni». Frasi che EcoDem, l’associazione ambientalista del Partito Democratico, ha subito contestato attraverso  i senatori Roberto Della Seta e Francesco Ferrante:

«Molti dubbi suscitano anche le recenti dichiarazioni del Presidente dell’Agenzia Veronesi, secondo il quale le scorie radioattive non sono pericolose perché “al momento è una piccola quantità che viene vetrificata, sigillata  e quanto rimane viene sotterrato”, arrivando  persino ad offrire la sua camera da letto come deposito. Se la sicurezza del progetto nucleare italiano per i prossimi sette anni è nelle mani di un grande oncologo che però non ha alcuna competenza in materia di energia nucleare e secondo il quale le scorie radioattive non sono un problema, il problema vero ce l’hanno tutti gli italiani.»

Questa frase del dottor Veronesi ricorda molto quella che nel febbraio 2008 scatenò lo scontro con Beppe Grillo. Durante la sua ospitata a “Che tempo che fa”, l’oncologo disse che gli inceneritori avevano rischi zero per la salute, mimando il numero anche con la mano. Il comico genovese scrisse un post  intitolato “Cancronesi” , prima accusando il medico  di essere in conflitto di interessi per via delle aziende come ACEA (multiutility con inceneritori), ENEL (centrali a carbone ed olii pesanti e nucleare) e VEOLIA Environment (costruzione inceneritori), partner della Fondazione Veronesi, e poi riportando le ricerche di altri dottori sui danni alla salute causati dagli inceneritori, i cui risultati erano opposti a quelli del dottor Veronesi.
Anche il mensile Valori nel marzo 2008 scriveva di questi collegamenti:

«La Fondazione Veronesi, creata dall’omonimo professor Umberto, vive grazie al contributo di grandi aziende, nazionali e multinazionali impegnate nei più svariati settori: dal petrolio alla costruzione di inceneritori, dalla distribuzione di acque minerali in bottiglie di plastica alla telefonia mobile, fino ai colossi dell’energia e dell’acqua. Scorrendo tra i tantissimi partner della Fondazione, troviamo acciaierie (la Acciai Brianza e la Co.met Acciai), compagnie telefoniche (Telecom e 3), colossi industriali dell’acqua minerale in bottiglia (Ferrarelle e San Pellegrino), l’Enel, che – oltre a gestire centrali a carbone e ad olio combustibile – sta investendo all’estero sull’energia nucleare. Tra i partner anche Pirelli, Eni e Mondadori. Ancora, la società Autostrada Ligure Toscana e Veolia, multinazionale francese che costruisce discariche e inceneritori. Essa detiene anche il 49% della Tecnoborgo di Piacenza, che gestisce il termovalorizzatore della città, e il 60% della Energonut, che controlla l’analogo impianto di Pozzilli (oltre ad essere in gara per completare quello di Acerra). Il gruppo Veolia è anche la più grande multinazionale dell’acqua del mondo, con un giro d’affari che nel 1999 era pari a 50 miliardi di dollari.»

L’Enel nel 2008 investiva solo sul nucleare estero in attesa dell’avvio di quello nostrano. Oggi che il nucleare è legge  e l’Agenzia per la sicurezza nucleare è una realtà, è strano vedere questo collegamento di interessi tra chi dovrebbe essere il realizzatore delle centrali e chi invece dovrebbe pensare solo alla sicurezza. Un’ambiguità che sempre i senatori EcoDem hanno subito fatto notare:

«Il professor Veronesi  ha forse equivocato il suo ruolo, perché negli ultimi mesi si è reso protagonista di un intenso battage promozionale pro-nucleare, che contrasta con l’esigenza di terzietà che dovrebbe essere propria di un organo, qual è l’Agenzia per la sicurezza del nucleare, che dovrebbe avere tra i suoi compiti quello di garantire la regolamentazione e il controllo ai fini della sicurezza di tutte le fasi legate alla realizzazione e gestione delle centrali atomiche e alla gestione dei rifiuti radioattivi».

Il collegamento tra Enel e Fondazione Veronesi può essere una motivazione?

httpv://www.youtube.com/watch?v=lRUtUe3WVLg

Comments

  1. Luciano

    penso, a questo punto, che anche uno scienziato come Veronesi è meglio che vada in pensione, lasci il posto a qualche giovane .

  2. Massimiliano

    Non entro nel merito nella faccenda nucleare / Veronesi etc., ma mi aspetterei che un blog come questo si attenesse ad una dialettica un po’ più seria e distaccata da quelle che sono le sparate di un Grillo qualsiasi.

    In particolare i rapporti tra le aziende citate e la Fondazione Veronesi sono ben più labili di quanto Grillo volesse far credere, cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Veronesi#Controversie

    Ripeto, senza entrare nel merito della faccenda nucleare e dell’opportunità che Veronesi diriga tale istituto.

    • Ma non ho riportato solo le sparate di Grillo. Anche un mensile come Valori ha scritto dello stesso problema. Ma la risposta è: sono collegate o meno alla fondazione Veronesi? Poco ma si.
      E quel poco non basta per creare dei sospetti? Si.

  3. Lorenzo Gigliotto

    Sono d’accordo con Massimiliano. Se facciamo discorsi “dietrologici” intorno a qualsiasi notizia, purtroppo non andiamo da nessuna parte ma soprattutto non potremo mai avere un visione obiettiva della situazione. Io credo che per la sua grande professionalità e correttezza, se Veronesi dichiara che il nucleare non è nocivo per la salute dell’uomo, io ci credo…

    • Nella tua ultima frase sei ironico o dici sul serio?

  4. Non entro nel merito nella faccenda nucleare / Veronesi etc., ma mi aspetterei che un blog come questo si attenesse ad una dialettica un po’ più seria e distaccata da quelle che sono le sparate di un Grillo qualsiasi. In particolare i rapporti tra le aziende citate e la Fondazione Veronesi sono ben più labili di quanto Grillo volesse far credere, cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Veronesi#Controversie Ripeto, senza entrare nel merito della faccenda nucleare e dell’opportunità che Veronesi diriga tale istituto.

  5. […]  Articolo da Diritto di Critica.com […]

  6. Non entro nel merito nella faccenda nucleare / Veronesi etc., ma mi aspetterei che un blog come questo si attenesse ad una dialettica un po’ più seria e distaccata da quelle che sono le sparate di un Grillo qualsiasi. In particolare i rapporti tra le aziende citate e la Fondazione Veronesi sono ben più labili di quanto Grillo volesse far credere, cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Veronesi#Controversie Ripeto, senza entrare nel merito della faccenda nucleare e dell’opportunità che Veronesi diriga tale istituto.

  7. Sono d’accordo con Massimiliano. Se facciamo discorsi “dietrologici” intorno a qualsiasi notizia, purtroppo non andiamo da nessuna parte ma soprattutto non potremo mai avere un visione obiettiva della situazione. Io credo che per la sua grande professionalità e correttezza, se Veronesi dichiara che il nucleare non è nocivo per la salute dell’uomo, io ci credo…

  8. mattia

    Io non sono un studente universitario che frequenta indirizzi specializzati su questo tema, nè sono un’ esponente della comunità scientifica, ma da CITTADINO mi sorge un dubbio…vogliamo fare informazione ed abbattere vecchi pregiudizi si, e vogliamo che gli italiani siano informati sull’opportunità che il nucleare dà in tutta sicurezza; ma il dubbio che mi assale è questo: se in Italia non riusciamo a controllare lo smaltimento dei rifiuti non radioattivi perchè spesso la camorra gestisce questo settore, saremo in grado di gestire lo smaltimento di scorie radioattive senza trovarcele sepolte sotto un’asilo, com’è successo in Francia???Diciamoci la verità: un imprenditore che spende 200.000 euro l’anno a smaltire rifiuti legalmente e 50.000 illegalmente certamente è molto tentato a scegliere questa seconda opzione, e non credo che gli imprenditori che deciderranno di investire nel nucleare sarranno da meno, oppure, se la gestione delle centrali nucleari sarà nazionalizzata o comunque monitorata da un’azienda unica in accordo con lo Stato, credo che la possibilità di infiltrazione di esponenti della malavita organizzata nella gestione degli impianti possa ritenersi verificabile con grande probabilità, spezialmente nel nostro Paese. In ogni caso, anche se si deciderà per un introduzione del nucleare nazionalizzato o monitorato dall Stato, credo che questa condizione prima o poi verrà a mancare e, per ragioni economiche, si deciderà di privattizzare l’energia nucleare, e a quel punto per la malavita sarà via liberà all’infiltrazione in questo campo (ma sto parlando di un lontano fututo ipotetico). Sono molto preoccupato al momento, e spero che in caso di referendum gli italiani prendano in considerazione questo effetto negativo che potrebbe avere la produzione di energia nucleare nel nostro Paese.

  9. Non entro nel merito nella faccenda nucleare / Veronesi etc., ma mi aspetterei che un blog come questo si attenesse ad una dialettica un po’ più seria e distaccata da quelle che sono le sparate di un Grillo qualsiasi. In particolare i rapporti tra le aziende citate e la Fondazione Veronesi sono ben più labili di quanto Grillo volesse far credere, cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Veronesi#Controversie Ripeto, senza entrare nel merito della faccenda nucleare e dell’opportunità che Veronesi diriga tale istituto.