Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | July 30, 2021

Scroll to top

Top

Violenza contro le donne: dall'Europa una nuova Convenzione - Diritto di critica

Violenza contro le donne: dall’Europa una nuova Convenzione

Tra il 20 e il 25% delle donne in Europa soffre o ha sofferto nel corso della sua vita violenza fisica o sessuale: le premesse su cui si basa la nuova Convenzione europea per la prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne – in particolare la violenza domestica – non sono certo buone. I ministri per gli affari esteri di 47 stati europei, membri del Consiglio d’Europa e non solo, si sono incontrati questa settimana a Istanbul con l’obiettivo di firmare un trattato che stabilisca precise misure civili e penali per combattere nel concreto il dramma della violenza contro le donne in Europa.

L’iniziativa è particolarmente monitorata dall’associazione per i diritti umani Human Rights Watch, che ha espresso il suo pensiero tramite le parole di Gauri van Gulik, avvocato per i diritti femminili e autrice del nuovo rapporto “Ti ama, ti picchia: violenza familiare in Turchia e accesso alla protezione”, nonché ricercatrice presso l’organizzazione per i diritti umani: «tutti i Governi europei dovrebbero firmare e ratificare la Convenzione il prima possibile. Dai gruppi per i diritti delle donne in Armenia, fino agli avvocati del Regno Unito, i difensori dei diritti umani su tutto il territorio europeo potranno usare la convezione per proteggere le donne e combattere attivamente per leggi migliori nei propri paesi».

Il trattato, presentato il 6 aprile, è stato stilato dopo più di due anni di negoziazioni ed è pronto per essere firmato: si tratterebbe del primo strumento giuridicamente vincolante in Europa, che crea un quadro giuridico completo per combattere la violenza contro le donne tramite la prevenzione, la protezione, l’azione giudiziaria e il supporto alle vittime. La prima Convezione internazionale contro i maltrattamenti sulle donne fu la Inter-American Convention – adottata nel 1994 – che si proponeva lo scopo di prevenire, punire e sradicare la violenza verso il mondo femminile. La Convenzione del Consiglio d’Europa sarebbe tuttavia la prima nel suo genere applicata nel territorio europeo sul tema “violenza sulle donne” e definirebbe tutta una serie di violazioni, sia a livello fisico che psicologico, che comprendono anche il matrimonio forzato o le mutilazioni genitali femminili. Particolarmente significativa – anche da un punto di vista simbolico – sarebbe l’inclusione nel trattato dei diritti delle donne lesbiche, bisessuali o transessuali, che copre anche i campi dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere.

L’applicazione della Convenzione prevederà da parte dei singoli Stati l’istituzione di linee telefoniche apposite per la segnalazione degli abusi, luoghi di rifugio e protezione, servizi medici, legali e di consulenza, potenziando le carenze – già documentate da Human Rights Watch e da molte altre organizzazioni per i diritti umani – dei singoli sistemi legali e sociali contro violenza domestica: leggi deboli o cattiva applicazione delle norme in materia, difficile accesso alla giustizia da parte delle vittime, mancanza di interlocutori, di aree di protezione a seguito della denuncia e di misure preventive. Sebbene infatti le leggi per la protezione della donna ufficialmente esistano più o meno in tutti gli stati, secondo HRW esse non riflettono i cambiamenti sociali in atto e finiscono quindi per escludere dalla loro applicazione proprio i gruppi più vulnerabili, come le donne richiedenti asilo o le donne divorziate. A seguito di queste riflessioni è stata stabilita anche la creazione di gruppi internazionali di esperti che tengano monitorata la situazione e l’effettiva applicazione della Convenzione a livello nazionale. «Questa Convenzione – continua van Gulik – è molto pratica e ha la possibilità di dare un contributo concreto all’estirpazione della violenza contro le donne in Europa. Intende infatti correggere molte lacune nella protezione di donne e ragazze che si trovano costrette ad affrontare situazioni di violenza domestica: per questo – conclude – si chiede ai leader di impegnarsi non solo con principi astratti, ma con azioni concrete». Perché la Convenzione trovi applicazione, deve essere ratificata da almeno 10 Stati, di cui 8 membri del Consiglio d’Europa.

Comments

  1. Alessandra

    1 donna una su 4 in tutta Europa è un dato troppo frequente. Ciò implica che almeno 1 tra tutte le donne della nostra quotidiana cerchia di conoscenza abbia sofferto almeno una volta violenza. Io sinceramente non ne conosco nemmeno una!
    “Tra il 20 e il 25% delle donne in Europa soffre o ha sofferto nel corso della sua vita violenza fisica o sessuale”
    E cosa dovrebbe fare allora l’Europa? Sbattere in galera 25% degli uomini di tutto il continente?
    E poi c’è da fare chiarezza sulle situazioni dove viene usato il termine, “violenza” . Se tuo marito ti sgrida mentre ci si litiga e viene considerato violenza allora per evitare” questa la violenza casalinga” tanto vale che L’UE abolisca il matrimonio…Perchè ormai con le leggi che cerca d creare l’Europa fra non molto saremmo su questi livelli!
    Siamo messi bene!

    • Cara Alessandra, nemmeno la mafia si vede…eppure c’è.

    • 1 donna una su 4 in tutta Europa è un dato troppo frequente.

      E’ stato già ampiamente documentato che oltre il 70% delle violenze sessuali avvengono nelle mura domestiche, e che la maggior parte di questa tipologia di reati, proprio per la forte componente emotiva e altri aspetti legati alla “reputazione” della vittima, sono largamente mantenuti segreti e non denunciati alle autorità. Della serie… “vengono a dire a te i fatti propri quando manco li denunciano”?

      E cosa dovrebbe fare allora l’Europa? Sbattere in galera 25% degli uomini di tutto il continente?

      E’ molto più plausibile che un soggetto violento, durante il corso della sua vita, abbia ripetuto il suo crimine su più persone. Il rapporto non sta di certo 1 a 1, seguendo lo stesso principio della recidività per chi commette i crimini in generale.

      Se tuo marito ti sgrida mentre ci si litiga e viene considerato violenza allora per evitare” questa la violenza casalinga” tanto vale che L’UE abolisca il matrimonio.

      E’ la legge che deve adattarsi all’ignoranza o gli ignoranti che devono adattarsi alla legge?

    • Erica Balduzzi

      Alessandra, dunque secondo lei certe iniziative sono inutili? da come ne parla sembrerebbe quasi che in fondo sia da accettare quella “poca” violenza sulle donne che c’è al mondo e in europa come un dato di fatto…. invece che combatterla. Per quanto riguarda i dati, di sicuro le situazioni di violenza – soprattutto quella domestica, con tutto il carico emotivo che comporta- non sono sbandierate ai quattro venti come un vanto, le pare?

      • Felipe Melo

        Enrica, rispondo a Lei in quanto autrice dell’articolo, anche perchè gli altri tre uomini sono intervenuti sono uomini, e pertanto molti cattivi!
        Ci sono molti altri tipi di violenze atroci al mondo e non cambieranno mai per un semplice e naturale motivo: chi detiene il potere necessita di tutto questo. concorda? Non mi sembra un concetto difficile da capire, soprattutto per un persona istruita come Lei, no? Secondo lei è cambiato qualcosa dal medioevo ad oggi???
        Lei accusa Alessandra di(secondo Lei) non accettare quella ‘ poca violenza sulle donne’ solo perché ha fatto un ragionamento più che plausibile. Probabilmente avrà capito che da che mondo è mondo la politica serve solo a comprare voti e fare i comodi di chi la finanzia! LE sembra un caso che trenta’anni fa i cattivi erano i meridionali, poi gli albanesi, marocchini, tre anni fa i romeni e rom e adesso (all’improvviso) sono tutti gli uomini del mondo? Anche Alessandra potrebbe dire che Lei accetta tutta questa ipocrisia perché pertecipa alla sua diffusione!
        Stare a parlare non serve a niente. Chi vuole cambiare qualcosa lo fa.. Ci sono non ‘pochi ‘ ma ‘milioni’ di bambini in Africa che muoiono! Secondo lei solo “non accettando” questo fatto e scrivendo degli articoli su internet sto facendo qualcosa per cambiare la situazione.? E non mi venga a dire che il fatto di diffondere l’informazione è di aiuto perché importante, poiché di articoli identici su internet ce ne sono a bizzeffe! La gente sa bene dove trovare la miseria nel mondo se vuole. Ma di solito la cerca solo per trarne beneficio.
        Invece di rodendosi per il fatto che in Turchia hanno un’usanza diversa nel rapporto tra uomo e donna, vada in Etiopia, Togo, Liberia. Hanno
        costantemente bisogno. Posso fornirle dei contatti quando vuole. Vedrà per la prima volta con i suoi occhi cos’é la violenza e i veri stupri. Ma potrà anche provare per la prima volta la soddisfazione di salvare una vita!
        Così quando tornerà, comincerà ad apprezzare il grande benessere del suo continente e a chiedersi il vero perché di queste statistiche!
        Saluti.

        • Erica Balduzzi

          Sig. Felipe, esattamente dove vuole andare a parare con il suo discorso? Si è degnato almeno di leggere l’articolo, o anche solo il commento precedente? Qui nessuno, tantomeno la sottoscritta, si sogna di negare la violenza o le situazioni di disagio o povertà estrema che ci sono in molte aree del mondo, ma come non si può guardare solo al proprio orticello non è corretto guardare sempre e solo a quello degli altri per negare i problemi che – che lei lo voglia o no – ci sono anche qui in Europa. La violenza sulle donne c’è anche qui, anche se spesso è nascosta o negata, e la Convenzione sopracitata si propone – poi vedremo come andrà nel concreto – di combatterla. Certo, ci sono altre situazioni molto pesanti e drammatiche e nessuno lo nega, anzi, più di una volta anche su questo giornale sono state trattate. Ma questo rende meno degne di attenzione le situazioni tragiche e difficili che ci sono anche qui? La violenza qui è da accettare, negli altri paesi da combattere? Personalmente, non la vedo affatto così: la violenza è tale sia in Italia che in Liberia o in Etiopia, e le vittime sempre vittime rimangono. Con la stessa dignità e lo stesso diritto ad essere aiutate.

    • Aradia

      Cara Alessandra, sarebbe il caso di farle notare che Molto raramente una donna parla ad amiche e conoscenti delle violenze fisiche subite dal proprio partner, soprattutto se si ritrovano circondate da una chiusura mentale come la sua. Sua madre stessa potrebbe aver subito abusi, o la sua migliore amica ma lei non lo verrebbe mai a sapere, e francamente posso soltanto augurarle di ritrovarsi in una situazione simile per poter finalmente capire che cosa si prova.
      Auguri.

      • Alessandra

        Cara Aradia al contrario di Lei colgo l’occasione per augurarle tutta la felicità di questo mondo. Molto probabilmente starà passando un brutto periodo della sua vita affettiva se arriva al punto di augurare cose simili al prossimo. In ogni modo , nel mio matrimonio, trovo serenità e completezza assieme all’uomo che ho scelto come compagno. Probabilmente, il brillante matrimonio dei miei genitori mi hanno insegnato nel corso della vita ciò che è necessario per andare avanti: amore,umiltà di saper ammettere quando si sbaglia e molta perseveranza! Credo sia proprio questo il problema della società: le persone crescono senza un vero modello di ciò che dovrebbe essere un vero matrimonio fondato sull’amore e il dialogo .

        Comunque, rientrando nel discorso di partenza, Le ricordo che la maggior parte delle denunce per sturo sono false. Donne che durante la separazione o divorzio tramite pressione dei propri avvocati accettano di inventarsi false accuse solo per trarre benefici e per vendetta del matrimonio fallito economici dagli ex mariti, mettendo così in difficoltà e a volte anche dietro alle sbarre. Che soddisfazione si possa trarre da un simile atto prova che una donna simile ce l’ha con se stessa per non aver mai provato amore in vita sua ma solo egoismo! C’è un video che sta girando molto su youtube dove mostra che solo in Spagna più del 90% delle denunce di stupro sono false. Come si fa a dire che le donne europee sono le più violentate con questi dati? C’è anche da chiedersi perché simili notizie non vengono mai raccontate.
        Vedo che Italia è il paese dove si registra la maggior percentuale di divorszi in tutta Europa. Paliamo di quasi 40%. Solo lo scorso anno si sono registrati piu divorzi in Lombardia e lazio che in tutta Francia. Questo fa dell’Italia il paese con maggior coefficiente di uomini violenti al mondo(li conosciamo bene e sapiamo che non è così, anzi) oppure fa di questo paese il lo stato col più alto coefficiente di persone che non riescono a trovare un equilibrio prima con se stessi e poi col prossimo. Io vi scrivo dal Sud america, Brasile per la precisione dove vivo col mio compagno nativo del luogo. Qui la percentuale di divorzio è del 2%, veda Lei la differenza!
        Auguri per tutto.

  2. ernesto

    Gli uomini italiani che picchiano le donne ? ma non li vedo proprio! Per come sono fatti ! Caso mai succede il contrario ahhahahahah