Nonciclopedia riapre, Wikipedia chiude contro i rischi del “bavaglio”

Wikipedia in lingua italiana ha deciso di oscurare l’enciclopedia on-line più celebre in segno di protesta contro il comma 29, ossia la cosiddetta “legge bavaglio”, “ammazzarete” e “ammazzablog”. Il tutto proprio mentre la querelle tra Vasco e Nonciclopedia sembra essere giunta ad un lieto fine. Una sorta di “comunicato congiunto”, pubblicato sia nelle pagine del sito satirico che nel profilo ufficiale su Facebook del cantante, ha infatti dato la notizia del ritiro della querela da parte del “Blasco”, seppellendo l’ascia di guerra.

In rete, invece, monta la protesta nei confronti dell’ “ammazza-blog”, cui si accennava ieri proprio per le ipotesi di censura del web. Importante è stato il post comparso nella mattinata di ieri su Metilparaben, blog di Alessandro Capriccioli, che, con l’aiuto di altri “colleghi” ha esemplificato gli effetti del famigerato “comma 29” dell’art. 1 del Disegno di Legge di riforma sulle intercettazioni in via di discussione alla Camera.

Ancora più clamorosa è la protesta di Wikipedia in lingua italiana. La breve descrizione (promossa da utenti e amministratori dell’enciclopedia) spiega bene il disagio sull’obbligo di rettifica ed esterna un segnale estremamente forte per l’intera comunità. Migliaia sono i fruitori che accedono ogni giorno ai lemmi del sito e non appartengono solo al cosiddetto “popolo della rete”. Con la potenziale approvazione del DdL, Wikipedia sente posti in bilico i principi di neutralità ed indipendenza. Già in passato vi sono stati problemi con persone “notabili”. Ma, come nel caso di Vasco Rossi per Nonciclopedia, la questione si è conclusa (almeno nell’immediato) con la cancellazione della voce su di esse.

Adesso la problematica sarebbe di carattere generale. Non si tratta di una questione politica (Wikipedia non può permettersela, essendo – come detto poco sopra e in passato – “neutrale”), ma di timore per la sopravvivenza e il controllo dello stesso raccoglitore gratuito di informazioni. La “libertà” in senso stretto, fondata su buon senso e buona fede, verrebbe sostituita da una burocrazia sicuramente superiore alla “rapidità” del progetto (“wiki” significa appunto “veloce”) e per nulla compatibile con esso. La domanda retorica posta è: “Vogliamo poter continuare a mantenere un’enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?

Da Google+ a Twitter, passando ovviamente per Facebook, l’imbarazzo è palpabile. Immediatamente sono stati creati spontaneamente diversi gruppi solidali con Wikipedia. Ma gli affezionati della popolare enciclopedia libera non si devono preoccupare: lo “sciopero” durerà per poco tempo. Quello utile, al Legislatore, per comprendere cosa possa comportare una scelta evidentemente superficiale ed unilaterale. Per lo meno, così si spera.

Di Leonardo Mangini

Pugliese, 26 anni, laureando in Giurisprudenza. Appassionato di giornalismo e politica (ma non solo), scrivo per alcuni periodici locali e sul blog Sciccherie. Collaboro anche con Faccio Cose Vedo Gente e l'Olandese Volante.