Il futuro incerto di Nicola Cosentino. Un sussurro tra i banchi del PdL: “dimissioni”

Il futuro di Nicola Cosentino è quanto mai incerto. Dopo la nuova richiesta di arresto avanzata dai magistrati partenopei nei confronti dell’ex sottosegretario di Tremonti, adesso il PdL potrebbe decidere di “scaricare” il deputato già una volta graziato dalla Camera. Commissariati dal governo Monti, infatti, né il Pd né il PdL possono apparire agli elettori come un covo di indagati.

“Non c’é dubbio che il partito debba dare in questo momento segnali precisi, fissare regole e percorsi e dinamiche – ha dichiarato oggi Enrico Costa, deputato Pdl e membro della commissione Giustizia – sono arciconvinto che Alfano metterà mano il prima possibile alla questione” morale, “il Pdl ha davanti a sé un’occasione imperdibile, quella di costruirsi sulla base di regole certe e condivise e di principi, come il garantismo, che fanno parte del nostro dna. E’ chiaro che le decisioni non vanno prese siccome c’é un’inchiesta. Però urgono risposte”. Su Cosentino, Costa ha osservato che “se nel primo processo ha lasciato l’incarico di sottosegretario, diciamo che questa volta le dimissioni da coordinatore del Pdl è uno dei percorsi da valutare”.

Da valutare sarà anche la seconda richiesta di arresto avanzata dai magistrati e arrivata alla Giunta per le Autorizzazioni il 6 dicembre scorso. La prima – nel novembre 2009 – venne già una volta rigettata dalla Giunta. In quest’ultima richiesta, però, l’accusa è quanto di più grave possa piombare sulla testa di un politico: il coordinatore del Pdl della Campania è definito nei capi di imputazione formulati dai pm «referente politico nazionale del clan dei Casalesi».

Con il governo Monti in carica e lo stuolo dei partiti impegnati a ripulirsi la fedina politica davanti ai loro elettori, il futuro di Nicola Cosentino è quantomai incerto.

Di Redazione

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