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Diritto di critica | September 21, 2021

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La Grecia in fiamme contro l'austerity - Diritto di critica

La Grecia in fiamme contro l’austerity

Da una parte il piano di austerità, dall’altra quello di salvataggio. Dopo dieci ore di discussione, il Parlamento greco ha approvato ieri  la tanto temuta austerity, con misure che hanno scatenato la rabbia di centinaia di migliaia di persone scese in piazza contro il governo. L’esecutivo del premier Lucas Papademos ha potuto contare su un’ampia maggioranza composta dai socialisti e dai conservatori di Nuova Democrazia: 199 i sì e 74 i no. I parlamentari presenti al voto erano 278. I due partiti di maggioranza hanno espulso 41 deputati che hanno votato no. Ventuno erano iscritti al partito conservatore Nuova Democrazia, mentre 20 erano del socialista Pasok.

Tra le misure che hanno provocato sdegno e rabbia tra la cittadinanza, una radicale riforma del mercato del lavoro, con una profonda deregulation, la diminuzione di oltre il 20% del salario minimo garantito e un taglio delle pensioni.

Tagli anche a settori come la Sanità, la Difesa e le autonomie locali, con la vendita delle quote pubbliche nel comparto petrolifero, del gas e dell’acqua. In cambio, il progetto di accordo tra la Grecia e la troika (Ue, Bce e Fmi) prevede il via libera al nuovo piano di salvataggio da 130 miliardi di euro, con la possibilità di usufruire di 35 miliardi di prestiti dal Fondo temporaneo salva-Stati Efsf, che andranno ad aggiungersi ai 4,5 miliardi dei ricavi dalle privatizzazioni e ai risparmi. Mercoledì è in programma a Bruxelles il cruciale Eurogruppo chiamato a dare il via libera allo stanziamento dei fondi.

Durante la discussione e la successiva votazione, fuori dal Parlamento oltre venti sono stati gli incendi di vaste proporzioni che hanno sconvolto la capitale greca, con gruppi di Anarchici che, dopo aver puntato dritto contro la polizia e aver dato vita a una vera e propria guerriglia, hanno saccheggiato vetrine e negozi di piazza Syntagma. E per capire la rabbia della gente comune, basti pensare che le cariche degli incappucciati contro le forze dell’ordine, sono state salutate in alcuni casi con gli applausi da parte dei manifestanti

La tv ha riferito di violenze anche a Corfù, Creta (a Eraklion) e Salonicco, dove ventimila persone hanno marciato contro l’austerity. Una banca è stata data alle fiamme nella città di Volos, nel centro-nord del Paese. Scontri anche ad Agrinio (Grecia centrale). A tarda sera, ad Atene sono stati contati una sessantina di feriti tra agenti e forze dell’ordine.

Comments

  1. bylly

    Assurdo….tutto questo non ha senso, l’euro è destinato a fallire,il tornare alla propria moneta non è così drastico come vogliono far credere tutto si ridimensiona,anche gli animi più pigri dovranno svegliarsi e rendersi conto che usano il terrore della catastrofe per far accettare l’improponibile,è ora di dire basta, tanto quando si è sceso l’ultimo gradino……l’unica cosa da fare è risalire….