Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | October 15, 2021

Scroll to top

Top

Daniela, l'avvocato disposto a fare la bidella per lavorare - Diritto di critica

Daniela, l’avvocato disposto a fare la bidella per lavorare

“L’inizio dell’anno generalmente è dedicato a fare progetti e porsi obiettivi. Questo inizio di anno per me è una versione peggiorata di quello di trecentosessantacinque giorni fa. Allora avevo tanti dubbi ma ancora qualche flebile speranza. Ora c’è il nulla, l’apatia, la svogliatezza o più semplicemente il non avere obiettivi né prospettive concrete”. Daniela inizia così a raccontare come vive il suo stato di disoccupata che la sta quotidianamente torturando. L’ennesima storia di una ragazza piena di titoli, qualifiche ed esperienze all’estero che sono servite solo a scrivere qualche riga in più sul suo curriculum. Un percorso costellato da successi e poi un brusco stop e le successive domande: “cosa voglio? che sto facendo? È utile? È un capriccio?”.

Tanti CV inviati, nessuna risposta. “Ho passato i giorni migliori della mia adolescenza sui libri perché dovevo far presto e laurearmi il prima possibile per avere delle buone prospettive”, spiega Daniela. “Ho lasciato casa a 18 anni compiuti per trasferirmi a Roma pagando una università privata. Mi sono iscritta a giurisprudenza e non a scienze politiche perché era una facoltà con più sbocchi”. Daniela ha avuto anche esperienze lavorative all’estero “per rendere il mio CV più appetibile”. Quando è tornata in Italia ha preso l’abilitazione per avvocato. Tutto questo per avere qualche possibilità in più. “Ma oggi cosa mi trovo? Oggi tutte queste mie scelte a cosa sono servite? Non era meglio prendersela comoda e laurearsi a trent’anni? Magari ero sfigata ma oggi non lo sono di più?”, prosegue. “Lo sconforto sopraggiunge quando ci si gira a guardare i sacrifici che sono stati fatti e si confrontano con la situazione in cui ci si trova. Ci si sente impotenti e anche alquanto falliti perché pare proprio che tutta la vita, le scelte, gli sforzi che sono stati fatti non sono altro che un grande sbaglio. Forse effettivamente sarebbe stato più proficuo fermarsi al diploma e fare la commessa. Oggi avrei una vita mia e la possibilità di fare le mie scelte. Sto perdendo la voglia, l’entusiasmo, quello dei primi colloqui, quando avevo voglia di fare cose nuove, di iniziare un cammino”.

Perché studiare ancora? All’età di trent’anni Daniela si sente vecchia ed inutile. È passata dal sentirsi dire “sei idonea ma non hai esperienza” alla totale assenza di risposte. “Sui giornali si parla del nuovo fenomeno dei nènè (quelli che non lavorano e non studiano) e mi domando: dopo due master che devo studiare ancora? Per fare cosa? Per avere un altro pezzo di carta in base al quale (se mai mi rispondessero) sarei iper-qualificata per un lavoro di segretaria? Chi sta intorno non riesce proprio a capire come ci si sente e, a volte, critica. Sentirmi dire che ‘mi sto riposando’ o che ‘ho buttato la mia vita’ lo trovo pesante”.

Nessuna condizione, solo uno stipendio. Il fatto che Daniela sia avvocato non l’ha limitata dal fare domanda per posizioni lavorative quali quella di bidella nelle scuole. Per ogni domanda di impiego che invia, richiede le sedi più disagiate. Non si pone alcun limite geografico anzi spera sia quello a darle una occasione in più, ammesso che lo stipendio le permetta di mantenersi. “Chissà se a trent’anni ho il ‘diritto’ di avvertire l’esigenza di costruirmi una vita mia, una famiglia, dei figli. Purtroppo l’orologio biologico non aspetta la maturità lavorativa, tutt’altro. Il paradosso sta nel fatto che, se anche trovassi un lavoro, un’eventuale gravidanza costituirebbe un problema”. C’è poi il desiderio di rendersi indipendenti economicamente dai propri genitori: “Non ne posso più di fare la figlia di famiglia dopo essere stata tanto tempo fuori, di non avere l’autonomia di decidere le cose più stupide, di non poter guardare a domani con un po’ di speranza. In poche parole, di non poter avere progetti. Forse ho sbagliato tutto nella vita e ora mi trovo in questa situazione. Il physique du role né per fidanzarmi con PierSilvio né per fare la escort. Che cosa devo fare della mia vita?”.

Ha collaborato Mariacaterina Sgaraglia

Comments

  1. Precario Oncologico

    Sono nella stessa situazione, dopo una laurea in giurisprudenza (2004),  ho vinto un concorso pubblico la SICSI Scuola Interuniversitaria Campana di Specializzazione all’insegnamento (2005), poi dopo aver consuegito l’abilitazione (2007) nella mia materia “discipline giuridiche ed economiche” ho conseguito una seconda specializzazione per insegnare sostegno agli alunni diversamente abili (2007), poi il dramma non mi chiama nessuna scuola, nel 2009 finalmente inizio a fare punteggio in una scuola paritaria e scopro di avere un tumore era un seminoma classico nel testicolo sx… Dopo un difficilissimo intervento chirurgico e le successive terapie ritorno alla vita e ritorno ad insegnare! Ora secondo voi sono invalido civile? Per lo stato italiano incredibilmente NO dopo che l’ASL competente mi ha comunicato di avere un’invalidità al 75% (mi spettava pure l’assegno), l’INPS mi richiama a visita e mi da solo il 36% quindi non faccio più parte delle categorie “protette”; incredibilmente ho vinto la malattia ma ho perso contro lo Stato che mi considera un falso invalido mentre sono ORGOGLIOSO di essere un INVALIDO VERO. Dal 2007 al 2011 ho conseguito altri 3 master e 1 corso di perfezionamento per continuare a fare punteggio e proprio nel 2011 ho presentato domanda a Roma … Con il 46% oggi sarei già di ruolo invece con quel maledetto 36% sono DISOCCUPATO!

    Ti auguro ogni bene Daniela e me lo auguro anche a me!!!

  2. Massimo de Divitiis

    Ma perchè non fa l’ Avvocato? Certo, per qualche anno dovrà accontentarsi di guadagni limitati, ma se fa udienze per un collega che in cambio le affitta una stanza, almeno non avrà spese all’inizio! E nel giro di pochi anni guadagnerà, sicuramente, di più che a fare la bidella !!! … E’ un articolo che mi sembra strano!!!

    • Mari82

      Immagino tu conosca ciò di cui stai parlando. Forse saprai anche che avere l’abilitazione non necessariamente significa essere in grado di esercitare la professione. Sai anche che trovare un Avvocato che sia disposto a condividere il suo sapere è difficile da praticante e diventa impossibile una volta che hai l’abilitazione (forse perché anche in minima parte dovrebbe dare un rimborso spese)?
      In ogni caso conosco la persona intervistata e so che tempo fa ha chiesto ad alcuni Avvocati di poter frequentare il loro studio a titolo gratuito, solo per imparare, e la risposta è stata inevitabilmente No.
      ps se poi vuoi aprire un discorso su come venga fatta e a cosa serva la pratica forense in alcune realtà forse andrebbe creato un nuovo articolo.

  3. Giurista delusa

    ….percorso del tutto simile il mio: laurea in giurisprudenza quasi col massimo dei voti, pratica legale svolta, esame di stato sostenuto.
    Dopo  l’esame inizio a svolgere ricerche lavorative su ricerche lavorative, ma ricevo solo poche chiamate dalle agenzie di somministrazione: la modalità del loro iter di selezione mi sta sfiancando, prima chiamano per sapere se sono disponibile-magari non lo fossi, significherebbe che ho trovato lavoro!!!-, poi passano circa dieci giorni perchè il cv deve essere prima visionato dall’azienda, in caso di risposta affermativa si fissa il colloquio e magari ti ritrovi con altre 10 persone…che spesso non hanno titoli, ma esperienza lavorativa…esperienza a cui io ho rinunciato per studiare, limitandomi a svolgere lavoretti saltuari durante l’università.
    Ogni giorno vivo attaccata ad internet per verificare se c’è qualche nuova offerta lavorativa.
    L’altra mia ossessione è il cellulare: sempre dietro perchè potrebbero chiamarmi dalle agenzie, ma spesso la giornata passa senza nessun riscontro ed è prima panico, poi sconforto, poi delusione….ho perso la grinta….se mi offrissero qualsiasi lavoro lo farei….il problema è che il tempo passa invano senza evoluzione positiva ed io mi ritrovo priva della voglia di combattere ancora…..
    Speriamo in meglio….qualcosa deve smuoversi….voglio crederlo per me e per tutti quelli che come me stanno soffrendo la completa assenza di lavoro di questi ultimi anni….

  4. Bobbie

    Io sono nella precisa ed identica situazione, avvocato al primo colpo, titoli, 4 lingue, persino un master…da due anni vivo in Germania dove sicuramente il lavoro c´e´ e ci sono anche ottime opportunita´il problema non per chi ha un titolo italiano di studi…e quindi ora faccio pratica da un avvocato (gratis, la categoria e´ beneomale la stessa, con la differenza che i praticanti tedeschi dopo una regolamentata gavetta se sono bravi hanno opportunita´di accedere a studi da capogiro, o cmq di avere un buon lavoro ben pagato)per migliorare il mio tedesco, e sto preparando domanda per un dottorato qui in germania, che sarebbe ben retribuito. Non so ancora cosa sara´ di me, ma una cosa sola la so: non voglio tornare in Italia, e non voglio mettere piede in un tribunale o studio legale italiano mai piu´ (qui funzionano molto ma molto meglio) ho gia´ svenduto me stessa e la mia dignita´ a sufficienza

  5. Luisa

    Purtroppo non sei l’unica, vedo che siamo in tanti

  6. Rocco Di Benedetto

    sono nella tua stessa situazione…sembri me!

    • michele sozzi

      Conoscete le grandi law firm internazionali? I requisiti lì sono di merito, di solito consistono in massimo 25 anni, voto maggiore di 107, ti preparano all’abilitazione e ti fanno scegliere in qualche settore specializzarti retribuendo da subito come un impiegato di buon livello, ed offrendo prospettive di carriera internazionale.

  7. Io invece sono un Avvocato e non candivido affatto questi commenti!
    Se cercate un impiego NON è questo il lavoro per voi… avete ragione: meglio lavorare a 18 anni…
    Fare l’avvocato da dipendente non ha senso… è bello ed entusiasmente, seppur durissimo, farlo mettendosi in gioco in prima persona!
    E’ quel che ho detto a tutti i miei praticanti quando all’inizio, in un impeto di affetto, mi dicono che anche dopo l’esame resteranno sempre con me….
    La risposta è sempre la stessa: se io avrò fatto un buon lavoro, tu andrai via da qui e volerai da solo…
    Ps. anticipo eventuali obiezioni: non provengo da una famiglia di avvocati ma di due insegnanti (senza alcun contatto che conta…), ho preso un mutuo da sola (le altre due amiche non se la sono sentita e ora stanno ancoora nelle vostre condizioni…) per aprire il mio studio e non avevo neppure un cliente. Quelli sono venuti, e non nascondo che imparare ad aacquisire ed a trattare i clienti è stata la parte più difficile da imparare…moooolto più difficile che scrivere un atto!!
    in bocca al lupo a tutti quanti!
    Anna, Roma 42 anni

  8. avvocato_disperato

    Qualcuno sa come poter accedere a traineeships e/o collaborazioni con studi legali esteri? Anche io avvocato, anche superato l’esame al primo colpo, anche io nella disperata situazione di cercare un lavoro che non esiste…. Ho tanta voglia di lasciare l’Italia, ma bisogna saperlo anche fare soprattutto quando non hai alcun denaro da poter investire…. Ringrazio ogni giorno i miei genitori che mi mantengono ancora, alla veneranda età di quasi 30 anni, laddove in altri paesi europei a 18 anni già escono fuori casa per costruirsi una vita indipendente… Siamo (e forse lo saremo per sempre) il fanalino di coda di questa Europa