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Diritto di critica | April 21, 2021

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La riforma del lavoro non paga, Fornero e il governo in forte calo, Monti resiste - Diritto di critica

La riforma del lavoro non paga, Fornero e il governo in forte calo, Monti resiste


Le ‘lacrime di coccodrillo’ e la gestione della trattativa sulla riforma dell’articolo 18 potrebbero aver pesato molto nella valutazione degli italiani. Il ministro del Welfare Elsa Fornero non raccoglie più la maggioranza dei consensi, facendo registrare una netta inversione di tendenza nel giro di tre mesi, passando dal 58% iniziale (dicembre 2011) all’attuale 46%, con un calo di 3 punti solo nel mese scorso. E’ quanto appurato dal sondaggio mensile effettuato da Ipr Marketing per il portale di Repubblica. Il ministro Fornero, più di ogni altro, incarna la volontà del governo di intervenire pesantemente su uno dei capisaldi del lavoro nel nostro paese: l’articolo 18. E agli italiani sembrano non piacere le misure volte alla maggiore flessibilità sul lavoro in luogo delle minori tutele in caso di licenziamento.

Anche il governo e il premier Monti continuano a perdere fiducia, ma raccolgono ancora più del 50% dei consensi. La ritrovata credibilità sui mercati internazionali e il credito illimitato, di cui gode l’ex commissario europeo per la concorrenza in tutto il mondo, fa sì che Monti resista all’emorragia di consensi nel nostro paese. La fiducia attuale al Presidente del Consiglio, secondo il sondaggio Ipr, è al 55% seppur con un calo del 4% rispetto al mese precedente. Per quanto riguarda il governo nel suo complesso, si registra una flessione del 3%, che porta il risultato dell’esecutivo al 50%. Il paese è diviso sulla politica del governo tecnico. Così come il Parlamento. Il Pd si è diviso sull’articolo 18, mentre Pdl e Udc hanno sostenuto in pieno le decisioni del ministro Fornero e di Monti.

I nove ministri del governo, con un livello di conoscenza maggiore del 25%, hanno fatto registrare alterne fortune: al comando con il 55% si conferma il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, mentre al secondo posto, con il 53% si trovano appaiati il ministro per la cooperazione internazionale Andrea Ricciardi e il ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture Corrado Passera (in lieve progresso dell’1%). Il club degli ‘over 50’ si ferma qui, perché gli altri ministri sono sotto la soglia: Pietro Giarda e Paola Severino sono entrambi in calo di un punto e si fermano a quota 49%. Elsa Fornero, come detto, perde 3 punti e va al 46%. Stabili, a fondo classifica, Francesco Profumo con il 43% e Corrado Clini con il 36%.