Grillo supera la Lega nei sondaggi. E iniziano le epurazioni

Complice lo tsunami che si è riversato sulla Lega, complice l’insofferenza prodotta dalla casta della politica che non vuole rinunciare ai propri privilegi, Beppe Grillo, ora, fa davvero paura. Mentre al nord il Carroccio perde consenso calando dal 7,9 al 7,1%, non avviene il cosiddetto “travaso” verso il Pdl. Ad avvantaggiarsene, invece, catturando parte dei voti “verdi” è il Movimento 5Stelle guidato dal comico genovese.

Grillo fagocita la Lega? Sembra che nell’elettorato della Lega qualcosa stia realmente cambiando. L’area più movimentista e anti-politica è in serio fermento e secondo recenti sondaggi sembra disposta ad abbandonare la Lega “corrotta di palazzo”, per appoggiare il movimento che per eccellenza rappresenta quella fetta della società civile più arrabbiata nei confronti di una politica distante. Grillo lo sa bene. Per questo decreta la “morte della Lega” ma allo stesso tempo la difende: “La Lega paga la sua opposizione al governo. È come un regolamento interno di conti Chi si oppone al Nuovo Ordine va eliminato, per primi i vecchi complici come Bossi. Chi sarà il prossimo?”, scrive sul suo blog.

Grillini terzo (non) partito italiano. Grillo quindi gioca la carta del complotto anti-opposizioni per catturare i voti del nord leghista e sembra riuscirci bene. Infatti, secondo una recentissima indagine Swg, il movimento guidato dal comico genovese raccoglierebbe, se si votasse oggi, il 7,2% delle preferenze, il terzo partito (perdon, non-partito) in Italia.

Comunicazione “leghista” ed epurazioni. Di fronte a tali lusinghieri sondaggi, Grillo sa che la comunicazione non basta: bisogna anche serrare le fila. Nessuno alzi la cresta nel movimento: rischia di essere “segato”. È quanto è successo al ferrarese Valentino Tavolazzi, storico militante del movimento e consigliere comunale, reo di aver difeso un’iniziativa di alcuni “eretici” grillini che avevano organizzato una convention a Rimini per discutere del futuro del M5S. È bastato un post su Facebook perché venisse scomunicato: “Sono contento di partecipare ad una iniziativa bella, pacata, di confronto sincero su temi vitali per il futuro del movimento”. Troppa democrazia potrebbe ledere all’immagine del leader non-leader. Niente congressi. Decide lui. E guai a chiedere un po’ di democrazia interna. In fondo quello di Grillo è un movimento, mica un partito.

“Gestione privatistica del partito”. Difatti, anche chi ha provato ad alzare la testa per chiedere “perché?” ha fatto una brutta fine. Lo sanno bene i rappresentanti del movimento nella città di Cento. Diffidati ad usare il logo e il nome 5Stelle. “Ci siamo ritrovati con una gestione privatistica di un partito, degna del miglior Berlusconi”, spiegano. Più o meno una brutta copia di Forza Italia e Lega Nord.

E dei tratti leghisti il movimento ne sta acquistando molti, soprattutto quelli del Carroccio di lotta dei primi anni novanta. Il 24 gennaio scorso Grillo sentenzia: “La cittadinanza ai figli di stranieri nati in Italia è senza senso”. Una svolta a destra? Macché. Grillo è sempre stato un qualunquista (nel senso storico-politico del termine). “Una volta i confini della patria erano sacri, i politici li hanno sconsacrati”, ha dichiarato nel 2007. “Un paese non può scaricare sui suoi cittadini i problemi causati da decine di migliaia di Rom della Romania che arrivano in Italia”. Nel Movimento non tutti lo seguono, ma continuano a ripetere: “non siamo né di destra né di sinistra”. Come la Lega; peggio della Lega.

Twitter: @PaoloRibichini

Di Paolo Ribichini

Giornalista professionista, mi occupo di società, esteri, salute e turismo. Sono collaboratore di Repubblica.it. Tutor presso la Scuola di Giornalismo Lumsa, ho collaborato con Salute 24 – Il Sole 24 Ore, Kataweb, Narcomafie.