Corvi in Vaticano? “La Santa Sede conosce il colpevole. Ma prende tempo”

“In Vaticano si sa chi ha diffuso le carte. E Paolo Gabriele è solo un capro espiatorio: alle stanze del Papa hanno accesso solo sette persone, basta scartare tutte le ipotesi. La verità è che il Vaticano sta cercando di far smorzare la vicenda ritardando il processo e prendendo tempo: non crederete davvero che la magistratura della Santa Sede sia così oberata di lavoro da non aver ancora potuto avviare il procedimento giudiziario. Si sta solo cercando di far sgonfiare il caso. E infatti già se ne parla molto meno: ci sono gli europei e c’è stato il terremoto in Emilia. Di contro, i giornali hanno già avuto la loro dose di scandalo su cui costruire titoli e articoli”.

A raccontare il retroscena e la manovra mediatica del Vaticano sulla questione dei corvi vicini al Papa, è un’autorevole fonte interna alla Santa Sede che sottolinea: “Non tutti possono arrivare alla Terza Loggia, ci sono controlli e gendarmi da superare, non è semplice entrare e uscire con le carte. Per questo dico: in Vaticano si sa chi è stato, Paolo Gabriele è solo un capro espiatorio”.

E la prigione del povero maggiordomo? “Una stanza, con quattro mura e porta in legno – conclude – E’ lì che è stato relegato e viene sorvegliato”.

Di Emilio Fabio Torsello

Giornalista professionista, 30 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, la cronaca giudiziaria (imparando dal "maestro" Roberto Martinelli), l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore e in particolare con Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore "Roma", con Il Fatto quotidiano e con Roma Sette (Avvenire). In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles e ho collaborato con la redazione aquilana dell'AGI e con il portale del sole 24 Ore, Salute24. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress