Francia, si muove la Chiesa contro la legge sui matrimoni gay e l’eutanasia

La Chiesa di Francia lancia un appello contro il progetto di legge che vuole autorizzare i matrimoni gay a partire dal 2013: l’arcivescovo di Parigi, Andrè Vingt-trois, e presidente della Conferenza episcopale di Francia, richiama i governanti al “senso del bene comune”. “Per coloro che sono stati recentemente eletti per legiferare e governare – scrive Andrè Vingt-trois nella sua ‘preghiera per la Francia’ diffusa a tutte le diocesi transalpine – che il loro senso del bene comune della società abbia la meglio sulle richieste particolari e che abbiano la forza di seguire le indicazioni della loro coscienza”.

L’appello della Chiesa arriva, quindi, dopo la decisione del governo Hollande di consentire la celebrazione dei matrimoni tra due persone dello stesso sesso a partire dal 2013. Era stato il titolare del dicastero della Famiglia Dominique Bertinotti, alla vigilia del Gay Pride nel giugno scorso, ad annunciare il provvedimento legislativo. Nel particolare, il punto numero “31” del programma di governo, in cui è previsto l’accesso al matrimonio e all’adozione per le coppie dello stesso sesso. La procedura, tuttavia, potrebbe richiedere diversi mesi. Il testo dovrà ottenere l’ok del “Consiglio Superiore dell’Adozione e del “Consiglio di Stato” prima di essere presentato in Parlamento. Secondo alcune stime, in Francia i bambini con genitori gay sarebbero circa 20mila.

Questione eutanasia. Era una delle sessanta promesse della campagna elettorale: approvare in Francia una legge sul “fine vita”, garantire a certe condizioni, forme di eutanasia attiva. Il 17 luglio scorso Hollande, non dimenticando l’impegno, ha commissionato al luminare Didier Sicard un approfondimento sulla questione. Un approccio soft, laico e poco assertivo. Sicard è noto per le sue posizioni liberali sull’argomento. L’opinione pubblica sembra propensa all’adozione di una legge sull’eutanasia (il 92% dei francesi sarebbe a favore secondo un sondaggio dell’agosto 2011).

Il mondo politico, per il momento, appare diviso tra destra e sinistra, con posizioni estremamente pacate. Gli esponenti dell’Ump Bernard Debré, Philippe Juvin e Jean Leonetti, autore quest’ultimo dell’attuale normativa che consente già forme di morte assistita attraverso la sospensione delle cure e la terapia del dolore, hanno accolto favorevolmente l’idea del presidente ma nulla garantisce che la discussione non assuma in seguito toni polemici. Nel caso in cui si dovesse arrivare a una legge, dopo il rapporto che verrà reso noto a dicembre, e nel caso in cui la discussione pubblica dovesse rivelarsi utile, a quel punto si potrà parlare di un “metodo Hollande”.

Di Alessandro Proietti

romano, 28 anni, è giornalista professionista, iscritto all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Mi sono laureato in editoria, comunicazione multimediale e giornalismo alla Sapienza. Ho collaborato con le redazioni “All News” e “Sport” di Radio Rai, con l’emittente televisiva 7 Gold. Nel 2007 ho conseguito un diploma di “Cinema e televisione” presso l’Ucla di Los Angeles. Ho collaborato, inoltre, con l’Agi nelle redazioni “Nazionale”, “Esteri” e “Olimpiadi 2008”. Nel 2009 ho fatto uno stage alla redazione romana della Gazzetta dello Sport e nel 2010 uno stage nella redazione giornalistica di RDS. Ho conseguito un diploma di “Dizione e fonetica”, con il doppiatore Rai Alberto Lori. Ho partecipato ai seminari di formazione annuali, nel 2008 e 2009, organizzati dalla Comunità di Capodarco e dall’agenzia Redattore sociale. Ho preso parte al seminario “Mass media, salute e Migrazioni”, presso l’ospedale Bambin Gesù. Mi interesso di sport, cronaca nera, cinema e sociale.