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Diritto di critica | June 22, 2021

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Montezemolo contro Casini, "Lanci messaggi confusi"

Ma non doveva nascere la Cosa Bianca? Il Grande Centro sognato da Pierferdinando Casini stenta a decollare. Il leader dell’Udc si sta impegnando ma i risultati sono piuttosto magri. Non basterà togliere il nome “Casini” dal simbolo dell’Udc e sostituirlo con un generico “Italia” per far in modo che nasca magicamente una riedizione moderna della vecchia Dc, la grande casa dei moderati dove includere non solo cattolici ma anche i laici liberali.

Il vecchio che avanza. È Montezemolo oggi a stroncare le posizioni del leader Udc uscite dalla convention di Chianciano. “I messaggi che escono della convention di Chianciano, se solo si va oltre le photo opportunity di rito, appaiono sommamente confusi”, spiega Italia Futura in un comunicato. Da una parte Montezemolo e il suo movimento contestano all’Udc di non proporre figure “nuove”. Riappaiono dal nulla Paolo Cirino Pomicino e Ciriaco De Mita. Figure così vecchie da provenire addirittura dalla “prima Repubblica”. Dall’altra Italia Futura contesta a Casini di non proporre altro che un appoggio incondizionato ad un nuovo governo –politico o tecnico che sia – guidato da Mario Monti.

Bacchettate ai ministri. Montezemolo, poi, rimprovera anche i ministri che hanno partecipato alla convention. “Possibile che ai Ministri e Vice Ministri accorsi a Chianciano non sia venuto in mente di prendere del tempo per capire la reale concretezza dell’operazione prima di spendere il loro piccolo o grande patrimonio di credibilità?”, si chiede Italia Futura nel comunicato. Alla convention, infatti, c’era Corrado Passera (appena tornato dalla Festa Democratica dove ha dichiarato la sua intenzione di candidarsi, magari a premier), Andrea Riccardi, Lorenzo Ornaghi, Mario Catania, Corrado Clini e Filippo Patroni Griffi. Presenze che in molti ritengono una vera e propria discesa in campo.

Un “fritto misto indigesto”. E dopo il bastone, la carota: “Le buone intenzioni dell’UDC devono essere salutate positivamente –, si legge nel comunicato –. Si tratta dell’unico partito che sino ad ora ha preso atto almeno a parole della necessità di riformarsi e aprirsi alla società civile. Ma si tratta per l’appunto di parole e d’intenzioni”. Insomma, “se al pescatore Casini va dato atto di aver fatto buona pesca con poca pastura, il fritto misto che esce dalle cucine di Chianciano rischia di essere una pietanza indigesta per gli elettori e per il paese”.

La replica. “Italia Futura dice che da Chianciano sono giunti messaggi sommamente confusi”, si legge nella replica dell’Udc alle dichiarazioni del movimento di Montezemolo. “Noi, invece, amiamo sommamente quanti possono migliorare la politica. Adesso aspettiamo Italia Futura”. Parole polemiche che toccano un tasto dolente del movimento: nonostante i tanti propositi, il presidente della Ferrari non sembra voler fare il passo decisivo, né si sa quando lo farà.

Oscar Giannino con Montezemolo. E tra gli altri titubanti c’è anche Oscar Giannino, giornalista economico di estrazione decisamente liberale. “L’Udc non ha dato risposte”, scrive sul suo blog Fermare il declino, movimento fondato dal giornalista. “Per noi sono dirimenti quattro questioni: 1) Un forte rinnovamento della politica; 2) un energico mutamento nella politica economica; 3) ridefinire lo Stato, il suo perimetro e le sue mille articolazioni inefficienti; 4) cambiare le persone. Su questi quattro punti – scrive ancora Fermare il declino –, l’Udc a Chianciano non ha ancora dato risposte”. Ma concrete iniziative di Montezemolo e Giannino, per ora, non sono ancora pervenute. Il Grande Centro li attende. O forse no.

Twitter: @PaoloRibichini