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Diritto di critica | September 22, 2021

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Colleferro, sequestrata l'Ilva del Lazio

Potrebbe essere “l’Ilva” del Lazio. L’impianto della Italcementi di Colleferro emette fumi potenzialmente tossici senza un adeguato sistema di filtraggio: 14 camini su 16 sarebbero infatti fuori norma e inquinanti. Il gip di Velletri Giuseppe Cairo ha ordinato il sequestro dell’impianto, sigillato ieri dai carabinieri del Noe, e avviato le indagini sul direttore Alfredo Vitale. Se entro 10 giorni non verranno adeguati i camini, verrà staccata la spina al forno del cemento.

Si tratta di un sequestro preventivo, secondo l’ordinanza del giudice: la Procura teme che un’esposizione eccessiva ai fumi possa avvelenare i 200 operai impiegati nello stabilimento, rischio concentrato soprattutto sul versante respiratorio. Polveri sottili potenzialmente pericolose vengono emesse ogni giorno dal camino centrale dell’impianto (quello dove si “cuoce” il cemento), senza però superare il livello di legge. Fino ad oggi: ma 14 camini restano fuori norma. Ed è difficile credere al comunicato dell’azienda, secondo cui “il provvedimento riguarda l’adeguamento geometrico di alcuni punti di emissione” alle normative europee.

Per non rischiare, la Procura di Velletri ha concesso all’azienda 10 giorni per adeguare le strutture di filtraggio: in caso contrario, lunedì 22 verrà staccata la corrente all’impianto e il forno del cemento verrà spento. Proprio come all’Ilva di Taranto. Un’altro caso di industria “pesante” a rischio tossico, in una zona già duramente provata da residui chimici e sostanze radioattive (seppure latenti) come la Valle del Sacco.