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Diritto di critica | July 31, 2021

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Da cittadini britannici a guerriglieri in Siria. A Londra è caccia all’uomo

Nuovi inquietanti elementi emergono dalle indagini della polizia britannica sui terroristi “home grown”. Nella giornata di martedì la polizia ha formalizzato le accuse nei confronti del ventiseienne britannico di origine bengalese Shajul Islam, arrestato la settimana scorsa all’aeroporto londinese di Heathrow.

Il cittadino britannico che sequestrò un fotografo in Siria. L’uomo, che nella giornata di ieri è comparso davanti a una corte del tribunale di Westminster, è atterrato a Londra su un volo proveniente dall’Egitto assieme a una donna, anche lei cittadina britannica ed è accusato di far parte del gruppo che lo scorso 17 luglio sequestrò il fotografo britannico John Cantlie e il suo collega olandese Jeroen Oerlemans in Siria.

Le rivelazioni del fotografo liberato. Cantlie rivelò particolari inquietanti sulla prigionia, dichiarando che gli estremisti erano di origine pakistana e bengalese ma con un forte accento britannico delle zone di Birmingham e Londra. Inoltre, uno di loro affermò di essere un medico del National Health Service e di essersi preso un “periodo sabbatico”  per recarsi in Siria a curare i militanti feriti, aggiungendo che, una volta rientrato nel Regno Unito, si sarebbe specializzato in “traumatologia”. Informazione confermata oggi dal pubblico ministero Piers Arnold; Islam è infatti medico tirocinante ed ha studiato sia a St. Bart’s che allo University London Hospital.

La caccia all’uomo. I due reporter furono liberati da un commando delle Forze di Liberazione siriana, fermamente contrarie alla presenza nel paese di gruppi di “stranieri” legati all’estremismo islamico. La polizia britannica ha perquisito diverse abitazioni nella parte est di Londra e non è escluso che si tratti della stessa zona dove all’inizio di luglio un raid coordinato della polizia e dei servizi segreti portò all’arresto per terrorismo di sei persone, tutti cittadini britannici e tre dei quali di origine bengalese; tra gli arrestati anche Richard Dart, un convertito noto per essere apparso in un documentario della BBC dove si dichiara favorevole alla guerra santa.

“Non andate in Siria”. Il Segretario di Stato per gli Affari Esteri britannico, William Hague, ha dichiarato alla BBC che il governo è all’erta ed ha consigliato ai cittadini britannici presenti in Siria di lasciare al più presto il paese e di evitare di recarvisi. Secondo fonti dell’intelligence europea vi sarebbero numerosi cittadini francesi e britannici in Siria a combattere ma non hanno fornito dettagli sul numero.

Un pericolo per tutti. Un fenomeno che suscita allarme sociale in quanto gli estremisti non vengono più solamente da paesi più o meno lontani, ma possono essere anche cittadini europei a tutti gli effetti, in alcuni casi convertiti, oppure ragazzi di seconda generazione; individui apparentemente integrati ma che dietro le quinte abbracciano una visione radicale della religione che li porta a giustificare i più disparati atti di violenza.

Questi personaggi sono fonte di preoccupazione anche per i numerosissimi musulmani presenti in Europa in quanto, come spesso purtroppo accade, per colpa di alcune “mele marce” un’intera comunità religiosa viene ingiustamente stigmatizzata.

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