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Diritto di critica | June 20, 2021

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L'Europa della droga

Cocaina e cannabis ancora in testa alla classifica delle droghe più utilizzate dagli europei e progressivo declino dell’eroina, che rimane però la principale causa di decessi e patologie legate all’uso di stupefacenti: è quanto emerge dalla Relazione 2012 dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze di Lisbona (Oedt) presentata ieri mattina nella capitale portoghese. Un quadro dalle tinte fosche, che si abbina ad un clima diffuso di disagio e precarietà e dimostra come il problema delle droghe sia ben lungi dall’essere risolto, in un connubio tra “vecchie” e “nuove” droghe il cui mercato fiorisce anche grazie al web.

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Cocaina, aumentano le “prime volte”. Secondo quanto emerge dalla relazione, il triste scettro di droga più diffusa a livello europeo spetta alla cocaina: sarebbe stata infatti provata almeno una volta nella vita da oltre 15,5 milioni di europei e consumata nell’ultimo anno da circa 4 milioni di cittadini, 3 milioni dei quali avrebbero un’età compresa tra i 15 e i 34 anni. Una droga “giovane”, i cui consumi sono particolarmente elevati tra i maschi e legati alla concomitante assunzione di alcol e di altre sostanze stupefacenti. La popolarità della cocaina sembrerebbe tuttavia registrare lievi segnali di declino tra i giovani adulti in stati come l’Italia, la Spagna, la Danimarca, il Regno Unito e l’Irlanda: nel nostro Paese, il consumo negli ultimi dodici mesi si traduce in un -0,22% dal 2010 al 2012 nella popolazione generale e un -0,13% tra i ragazzi dai 15 ai 19 anni. I dati rischiano però di trarre in inganno: confrontandoli con quelli delle precedenti relazioni annuali dell’Osservatorio, emerge infatti che in quattro anni 2,5 milioni di europei in più hanno utilizzato cocaina almeno una volta nella vita. Il declino di popolarità della cocaina – registrato anche nella diminuzione dei sequestri – potrebbe essere spiegato secondo l’Osservatorio sia dalla maggiore consapevolezza dei rischi legati alla sua consumazione che al peggioramento della qualità della sostanza. Il drastico calo nei volumi di sequestro (88mila nel 2010, contro i 100mila del 2008 e 61mila tonnellate contro le 120mila del 2006) «riflette probabilmente una diversificazione delle operazioni di traffico di cocaina, che ne ha reso più difficile l’individuazione sul mercato – si legge nella relazione – ma può essere anche conseguenza delle variazioni nella disponibilità delle risorse per l’implementazione delle leggi antidroga». La possibilità è inoltre che alcuni consumatori abbiano scelto di passare a diversi tipi di stimolanti, come testimoniano i dati relativi alle altre sostanze.

In crescita anche cannabis, ecstasy, anfetamine e sostanze psicoattive. Un aumento nei consumi è stato infatti registrato dall’Osservatorio anche per quanto riguarda l’utilizzo di cannabis: se dalla relazione 2009 emergeva che i fumatori di cannabis “una tantum” erano circa 74 milioni, nel 2012 ne sono stati registrati 80,5 milioni. Non solo: in ventinove Paesi europei su trenta monitorati dall’Osservatorio è stata documentata la coltivazione di cannabis sul proprio territorio, con una tendenza generale che pare sostituirsi alle importazioni. Una situazione, questa, alla quale è necessario aggiungere anche la crescita nell’utilizzo occasionale di ecstasy e di amfetamine dal 2009 ad oggi (rispettivamente, da 10 a 11,5 milioni e da 12 a 13 milioni gli europei che hanno fatto uso di tali sostanze almeno una volta nella loro vita) e il forte aumento di sequestri di metamfetamine: secondo i dati pubblicati dall’Oedt, infatti, dal 2005 al 2010 la quantità intercettata nei 25 Paesi dell’Unione Europea sarebbe passata da 100 a circa 600 chilogrammi. Nel 2011 sono cresciuti a dismisura anche il numero di negozi di droghe “legali” online (ben 693, che vendono prodotti psicoattivi ai Paesi Ue, contro i 170 del gennaio 2010) e l’identificazione di nuove sostanze psicoattive immesse sul mercato: solo l’anno scorso ne sono state infatti riconosciute 49, «il maggior numero di sostanze mai registrato in un solo anno – si legge nella Relazione – e i dati preliminari del 2012 non mostrano segni di declino, con oltre 50 sostanze già rilevate».

Eroina, la droga che continua a uccidere. L’unica sostanza ad aver registrato secondo i dati dell’Oedt un calo nella disponibilità è l’eroina, i cui consumatori problematici sarebbero all’incirca 1,4 milioni in Europa e che continua tuttavia ad rappresentare la causa principale sia di patologie che di decessi legati al consumo di droghe: il 4% dei decessi tra i 15 e i 39 anni si può ricondurre all’utilizzo di droga e i tre quarti di questa percentuale sarebbe costituita da oppioidi.

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