Calcio e malavita: allenatori e politici dal ‘‘Bocia’’, il capo ultrà dell’Atalanta

Erano soliti frequentare, ascoltare e prendere ordini da Claudio Galimberti, 39 anni, capo ultrà dell’Atalanta e con oltre 30 procedimenti a carico (tra aperti e chiusi). Chi? In pellegrinaggio andavano in tanti, tra dirigenti di società di calcio, giocatori, allenatori, ma anche politici. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, anche qualche esponente delle forze dell’ordine chiudeva un occhio. E’ quanto risulta da una maxi-inchiesta condotta sugli ultrà dal pm Carmen Pugliese: gli indagati sono 147, 56 dei quali sono tifosi del Catania per gli scontri del settembre 2009. Ci sono anche due politici leghisti: Daniele Belotti, ex assessore regionale e Alberto Maffi, sindaco di Grandosso.

Per Belotti l’accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa, mentre l’associazione è contestata a Galimberti, soprannominato il “Bocia”, e ad altri cinque supporter atalantini. Gli episodi di violenza analizzati hanno inizio dal 2006 al maggio del 2012, quando un tifoso della Juventus, dopo la conquista dello scudetto lo scorso anno, fu picchiato sotto gli occhi proprio di Galimberti. Scomoda, per certi versi, la figura dell’attuale allenatore della Juventus Antonio Conte. Diversi sms e intercettazioni fanno emergere un quadro di sottomissione verso il Bocia: “Un panorama strano e complesso – scriveva il pm nella richiesta per l’applicazione di misure cautelari – fatto di scontri programmati, violenze annunciate e strane commistioni con l’ambiente societario e calcistico con il supporto ideologico di un esponente politico”.

Nel febbraio del 2010, a meno di un mese dalle dimissioni dalla guida dell’Atalanta, Conte chiama il Bocia elogiandolo in un momento di confusione societaria. Nello specifico, l’ex allenatore bergamasco dice che “ha un grande rispetto per Galimberti”, aggiungendo di essere diventato “il capro espiatorio della società, attaccando anche i giocatori più vecchi che non lo hanno difeso”. Alcuni giorni più tardi, dopo che Galimberti è stato condannato per violazione del Daspo, Conte gli spedisce un sms di solidarietà: Ho letto sul giornale che ti hanno dato 5 mesi. Mi dispiace molto, spero che tu stia bene. Un abbraccio. Antonio C.”.

Anche Andrea Agostinelli, ex allenatore del Napoli, chiede di “appoggiare” la sua assunzione sulla panchina dell’Atalanta, col presidente Alessandro Ruggeri. Poi è la volta di Angelo Gregucci, esonerato all’inizio della stagione, che saluta Galimberti con l’sms “Non si molla forza Claudio raduna gli uomini si va a lottare con onore e dignità”. Il politico leghista Daniele Belotti, ideologo della curva per gli inquirenti, ha scritto il testo del volantino contro l’ex questore Matteo Turillo, considerato il nemico degli ultrà.

Di Alessandro Proietti

romano, 28 anni, è giornalista professionista, iscritto all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Mi sono laureato in editoria, comunicazione multimediale e giornalismo alla Sapienza. Ho collaborato con le redazioni “All News” e “Sport” di Radio Rai, con l’emittente televisiva 7 Gold. Nel 2007 ho conseguito un diploma di “Cinema e televisione” presso l’Ucla di Los Angeles. Ho collaborato, inoltre, con l’Agi nelle redazioni “Nazionale”, “Esteri” e “Olimpiadi 2008”. Nel 2009 ho fatto uno stage alla redazione romana della Gazzetta dello Sport e nel 2010 uno stage nella redazione giornalistica di RDS. Ho conseguito un diploma di “Dizione e fonetica”, con il doppiatore Rai Alberto Lori. Ho partecipato ai seminari di formazione annuali, nel 2008 e 2009, organizzati dalla Comunità di Capodarco e dall’agenzia Redattore sociale. Ho preso parte al seminario “Mass media, salute e Migrazioni”, presso l’ospedale Bambin Gesù. Mi interesso di sport, cronaca nera, cinema e sociale.