Svolta al Pentagono: più diritti e benefici ai partner dei soldati gay

Sedici mesi dopo l’abrogazione degay militaril divieto di servizio per i soldati gay, un altro passo avanti è stato compiuto in nome della completa equiparazione tra diritti dei militari etero e omosessuali. Il segretario della Difesa Leon Panetta non ha ancora preso una decisione definitiva al riguardo, ma dovrebbero essere compreso l’accesso privilegiato agli alloggi di servizio e l’assegnamento congiunto nelle stesse basi, e in teoria, sullo stesso fronte operativo. Gli ostacoli non sono pochi, ma la strada aperta a settembre 2001, con l’abolizione del principio “clintoniano” del “don’t ask, don’t tell” (che vietava ai superiori di chiedere le preferenze sessuali dei sottoposti e a questi ultimi di rivelarle) sembra lasciar intravedere nuove prospettive. Il Pentagono, ora, dovrebbe consentire l’accesso ad alcuni programmi di salute e benessere.

Panetta, in questo percorso, deve fare attenzione a non violare il Defense of Marriage Act del 1996 (Doma), la legge federale che proibisce al governo federale di riconoscere qualsiasi altro matrimonio diverso da quello tra uomo e donna. L’annuncio ufficiale verrà dato nei prossimi giorni perché devono essere definiti gli ultimi dettagli. La decisione di Panetta arriva al termine del suo mandato come capo del Pentagono e sulla scia del discorso del presidente Obama dopo la sua rielezione alla Casa Bianca.

“Il nostro viaggio non sarà completo – disse Obama – fino a quando i nostri fratelli e sorelle gay non saranno trattati come tutti gli altri in base alla legge, perché se siamo veramente uguali, allora anche l’amore che provano gli uni e le altre deve essere considerato un bene”. Lo scorso anno, l’alto funzionario democratico Adam Smith all’Armed Service Committee, la commissione per il controllo militare degli Stati Uniti, ha introdotto una normativa che avrebbe esteso alle persone dello stesso sesso benefici ai coniugi dei veterani e ai membri di servizio. In base a questa disposizione, il Dipartimento della Difesa e quello per i Veterani di guerra dovrebbero legittimare che ogni unione è stata riconosciuta da uno stato, il Distretto di Columbia, i territori e gli altri stati. Tuttora sono nove gli stati, oltre alla stessa Columbia, che consentono alle coppie gay e lesbiche di sposarsi.

“Considerando che il dont’t ask, don’t talk è stato abrogato più di un anno fa – ha precisato il presidente dell’Associazione americana partner dei militari Stephen Peters –, le nostre famiglie hanno atteso troppo a lungo l’estensione dei benefici per i coniugi dei militari dello stesso sesso”. La Corte Suprema degli Stati Uniti dovrebbe pronunciarsi sulla costituzionalità del Defense of Marriage Act il prossimo giugno, ma i gruppi di pressione sostengono che la serie di misure amministrative del Pentagono potrebbero favorire in modo più equo l’estensione dei benefici dalle coppie etero a quelle omosessuali.

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Di Alessandro Proietti

romano, 28 anni, è giornalista professionista, iscritto all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Mi sono laureato in editoria, comunicazione multimediale e giornalismo alla Sapienza. Ho collaborato con le redazioni “All News” e “Sport” di Radio Rai, con l’emittente televisiva 7 Gold. Nel 2007 ho conseguito un diploma di “Cinema e televisione” presso l’Ucla di Los Angeles. Ho collaborato, inoltre, con l’Agi nelle redazioni “Nazionale”, “Esteri” e “Olimpiadi 2008”. Nel 2009 ho fatto uno stage alla redazione romana della Gazzetta dello Sport e nel 2010 uno stage nella redazione giornalistica di RDS. Ho conseguito un diploma di “Dizione e fonetica”, con il doppiatore Rai Alberto Lori. Ho partecipato ai seminari di formazione annuali, nel 2008 e 2009, organizzati dalla Comunità di Capodarco e dall’agenzia Redattore sociale. Ho preso parte al seminario “Mass media, salute e Migrazioni”, presso l’ospedale Bambin Gesù. Mi interesso di sport, cronaca nera, cinema e sociale.