Le nozze gay e quel divieto del governo britannico che scatena le proteste della Chiesa anglicana

Shock totale” dalla Chiesa d’Inghilterra e da quella del Galles per la proposta di escludere le due istituzioni religiose dalla celebrazione dei matrimoni omosessuali, avanzata dal governo britannico. Martedì scorso il segretario alla Cultura e alle Pari Opportunità, Maria Miller, ha affermato che nessuna chiesa avrebbe dovuto sposare coppie dello stesso sesso. La dichiarazione ha avuto lo scopo di rassicurare i parlamentari tory che minacciano una rivolta sulle proposte di legge. Entrambe le chiese, dal canto loro, hanno accolto con sgomento la notizia, sostenendo di non saper nulla dei piani del segretario Miller.

Anche se la Chiesa d’Inghilterra ha espresso una posizione chiara sulla questione, non si possono negare i dettami della religione cattolica che definiscono il “matrimonio come l’unione tra uomo e donna”. Il portavoce dell’arcivescovo del Galles, Barry Morgan, ha confermato che la Chiesa non è stata consultata, ritenendo “il passo del governo troppo lungo”. “Tempo fa – ha precisato il portavoce – noi come Chiesa abbiamo preteso tutte le garanzie possibili affinché ogni sacerdote, che celebri un matrimonio, non sia perseguitato a norma delle pari opportunità. Ma non avevamo idea che il governo ci esentasse del tutto. Il provvedimento è discriminatorio e non ci mette alla pari con le altre chiese”.

Secondo i piani del ministro Miller saranno introdotte “quattro barriere di sicurezza” per proteggere la libertà religiosa. Sì al rito civile per le unioni gay, quindi, ma nessuna fede sarà mai obbligata a celebrare o consentire che siano officiati, nei loro luoghi di culto, le nozze gay. Per rendere validi i matrimoni occorrerà che abbiano acconsentito alla celebrazione anche i vertici di quella fede. Sarà previsto, anche, un emendamento della legge sull’uguaglianza in modo da assicurare alle organizzazioni religiose, che non permettono i matrimoni omosessuali, di non essere portate in tribunale con l’accusa di discriminazione. In ultimo, la legge canonica, che nella fede anglicana vieta le nozze tra le persone dello stesso sesso, sarà mantenuta.

Di Alessandro Proietti

romano, 28 anni, è giornalista professionista, iscritto all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Mi sono laureato in editoria, comunicazione multimediale e giornalismo alla Sapienza. Ho collaborato con le redazioni “All News” e “Sport” di Radio Rai, con l’emittente televisiva 7 Gold. Nel 2007 ho conseguito un diploma di “Cinema e televisione” presso l’Ucla di Los Angeles. Ho collaborato, inoltre, con l’Agi nelle redazioni “Nazionale”, “Esteri” e “Olimpiadi 2008”. Nel 2009 ho fatto uno stage alla redazione romana della Gazzetta dello Sport e nel 2010 uno stage nella redazione giornalistica di RDS. Ho conseguito un diploma di “Dizione e fonetica”, con il doppiatore Rai Alberto Lori. Ho partecipato ai seminari di formazione annuali, nel 2008 e 2009, organizzati dalla Comunità di Capodarco e dall’agenzia Redattore sociale. Ho preso parte al seminario “Mass media, salute e Migrazioni”, presso l’ospedale Bambin Gesù. Mi interesso di sport, cronaca nera, cinema e sociale.