Dighe in Brasile pronte entro il 2021, a rischio la foresta Amazzonica e interi villaggi

Quando sarà cdighe Brasile entro il 2021, a rischio foresta amazzonica ompletata nel 2015, la diga idroelettrica Jirau si estenderà per otto chilometri attraverso il fiume Madeira con le turbine più grandi del pianeta. Poi ci saranno le linee elettriche, lungo un percorso di 2.250 chilometri tra boschi e campi, che porteranno energia a uno dei centri nevralgici del Brasile, la città di San Paolo. Tuttavia, ciò non sarà sufficiente. La diga e il complesso urbano di Santo Antonio forniranno solo il 5% del fabbisogno energetico del paese, ciò di cui avrà bisogno il paese nei prossimi dieci anni. Gran parte delle opere architettoniche saranno completate anche nella foresta Amazzonica, la più grande e ricca biodiversità al mondo.

Il Brasile, tra il 2013 e il 2021, ha in programma di costruire 34 dighe nel tentativo di incrementare la capacità di produrre energia più del 50%. Il paese sudamericano, in questo senso, ha ricevuto meno attenzione rispetto alla Cina, che ha anche diversificato investimenti lontano dall’Asia. Il Brasile ha intrapreso uno dei più grandi progetti di opere pubbliche al mondo, che costerà complessivamente 150 miliardi di dollari, sfruttando anche la grande forza dei fiumi. L’obiettivo è far diventare il paese moderno, efficiente, con ampio rifornimento di energia per gli uffici, le catene di montaggio, le raffinerie e le opere pubbliche. “Il paese sta crescendo – ha spiegato Eduardo de Melo Pinto, presidente dell’azienda Santo Antonio Energia, al Guardian – e il potenziale di produzione di energia in Brasile si trova, per la gran parte, in Amazzonia. Ed è per questo che è importante sviluppare tale progetto”.

L’International Rivers, un gruppo ambientalista statunitense che ha monitorato le agenzie governative coinvolte nella costruzione delle dighe, ha detto che 168 dighe saranno completate entro il 2021. La gran parte delle quali saranno utilizzate per regolare l’acqua o per dare energia ai silos, agli impianti di estrazione minerari o ai complessi industriali. Le grandi dighe, secondo i piani del governo, inonderanno almeno 6.470 chilometri quadrati di boschi e campi. Le associazioni ambientaliste sostengono che costruire dighe rappresenti un ritorno al passato, non il tipo di progetti che un paese moderno e democratico dovrebbe avere. Il Brasile dovrebbe puntare sullo sviluppo di energia eolica e solare. Alcuni residenti dello stato di Rondonia sono stati costretti, previo basso indennizzo economico, ad abbondare i loro villaggi e paesi. Sono state sradicate intere comunità di agricoltori e pescatori.

Nessun leader brasiliano è focalizzato su questi progetti come la presidente Dilma Rousseff, ex guerrigliera e a capo del ministero dell’Energia nel precedente governo. Il Brasile è un paese che ha il “privilegio” di possedere numerosi fiumi ed è logico produrre tanta energia idroelettrica. Il mix energetico (eolico, solare, biomasse e tutte le energie rinnovabili), secondo gli esperti, è tra i più puliti e sostenibili al mondo. “La crescita economica – ha spiegato la Rousseff durante la cerimonia di inaugurazione di una diga nell’ottobre scorso – non è in contrasto con le migliori pratiche ambientali. Stiamo dimostrando che è possibile aumentare la produzione di energia elettrica e allo stesso tempo rispettare l’habitat”.

Di Alessandro Proietti

romano, 28 anni, è giornalista professionista, iscritto all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Mi sono laureato in editoria, comunicazione multimediale e giornalismo alla Sapienza. Ho collaborato con le redazioni “All News” e “Sport” di Radio Rai, con l’emittente televisiva 7 Gold. Nel 2007 ho conseguito un diploma di “Cinema e televisione” presso l’Ucla di Los Angeles. Ho collaborato, inoltre, con l’Agi nelle redazioni “Nazionale”, “Esteri” e “Olimpiadi 2008”. Nel 2009 ho fatto uno stage alla redazione romana della Gazzetta dello Sport e nel 2010 uno stage nella redazione giornalistica di RDS. Ho conseguito un diploma di “Dizione e fonetica”, con il doppiatore Rai Alberto Lori. Ho partecipato ai seminari di formazione annuali, nel 2008 e 2009, organizzati dalla Comunità di Capodarco e dall’agenzia Redattore sociale. Ho preso parte al seminario “Mass media, salute e Migrazioni”, presso l’ospedale Bambin Gesù. Mi interesso di sport, cronaca nera, cinema e sociale.