Il finto “perdono” di Beppe Grillo

Tsunami Tour: chiusura della campagna elettorale del M5S, il palcoIL GRAFFIO – Beppe Grillo non poteva espellere proprio nessuno. Non dopo soli due giorni dall’ingresso in Parlamento. Non dopo le proteste dei suoi sul blog. Non dopo i post che lui stesso aveva scritto – quasi una sorta di promessa – sulla libertà dei parlamentari a 5 stelle, che non avrebbero mai dovuto obbedire ad alcun capibastone. L’alternativa sarebbe stata il disfacimento del M5Stelle che sarebbe apparso come un gruppo di parlamentari eletti ma privi di una qualsiasi autonomia dall’autorità del comico. Se per una minacciata espulsione si è scatenato un piccolo tsunami, facile immaginare cosa sarebbe accaduto se davvero si fosse deciso l’allontanamento dei parlamentari del MoVimento.

Meglio dunque scegliere un fantomatico quanto improbabile perdono, a dire il vero mai visto prima da parte di Grillo (vedi i casi di Favia, Salsi, ma non solo). Meglio lasciar correre, parlare di trappola, dipingere i parlamentari grillini come degli ingenui, dei candidi neofiti, meglio mostrarsi misericordiosi.

Il tutto affiancando ai capigruppo – i portavoce ufficiali – due “consulenti” come Claudio Messora e Daniele Martinelli. Blogger.

Di sé Messora scrive: “Sono nato ad Alessandria d’Egitto, da genitori italiani, e ho studiato il pianoforte fin dall’età di cinque anni. Ho compiuto studi scientifici e ho una preparazione informatica maturata alla Statale di Milano”, con il suo blog – Byoblu – ha vinto il Premio Agenda Rossa e il XXXI Premio Ischia Internazionale del Giornalismo, nella categoria social media 2010. Vicinissimo alle posizioni di Beppe Grillo – populismo a parte – Messora è un blogger che sa stare sulla rete. Martinelli, invece, è più in ombra: blogger e giornalista, ha collaborato con l’Idv di Di Pietro e con il Fatto quotidiano, oltre ad aver scritto anche per il blog di Beppe Grillo. Una notazione: Martinelli è stato “ripescato”, dopo essere arrivato ultimo alle Parlamentarie nella bergamasca.

I parlamentari grillini, insomma, sono avvisati. La comunicazione è commissariata. E quelli che erano “portavoce” adesso dovranno coordinarsi con altri due consulenti nominati direttamente da Grillo e Casaleggio che – è evidente – in prima persona non avrebbero mai potuto esporsi per indirizzare le dichiarazioni e la comunicazione dei loro parlamentari, pena l’accusa di verticismo. E se lo stesso Grillo dice di essere “portavoce” del MoVimento, così come lo sono i capigruppo di Camera e Senato, non si capisce davvero cosa intendano i grillini per “portavoce”: il primo sembra essere il capo più che il Capezzone della situazione, gli altri due sono stati appena commissariati. Per tacer dei portavoce.

Twitter@emilioftorsello

Di Emilio Fabio Torsello

Giornalista professionista, 30 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, la cronaca giudiziaria (imparando dal "maestro" Roberto Martinelli), l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore e in particolare con Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore "Roma", con Il Fatto quotidiano e con Roma Sette (Avvenire). In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles e ho collaborato con la redazione aquilana dell'AGI e con il portale del sole 24 Ore, Salute24. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress