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Diritto di critica | October 24, 2021

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Spagna, 2 milioni di emigranti, si allarga divario sociale

spagna miseriaPovertà e sfiducia si allargano in Spagna. Dopo la Grecia, è proprio Madrid a inviare i segnali sociali più preoccupanti: secondo la Caritas, il divario tra ricchi e poveri è aumentato ancora, un terzo in più in appena 7 anni. Il rischio di frammentazione sociale e di rivolte è forte: per ora prevale la sfiducia, che ha già spinto due milioni di spagnoli ad emigrare. Un fenomeno che si concentra sui giovani: 44% in più l’emigrazione giovanile nel solo 2012. Tra poco toccherà a noi?

Spagnoli in fuga. La disoccupazione, nella penisola iberica, ha raggiunto nel 2012 la cifra record di cinque milioni di persone. Per i giovani, spaventa il raggiungimento del livello di soglia del 50% (un ragazzo su due non ha lavoro), ormai vicinissimo. I salvataggi delle banche spagnole, su cui si è concentrata l’azione dell’Unione Europea dall’inizio della crisi, non hanno risolto il disagio sociale, anzi: la sfiducia delle persone è cresciuta, insieme alla sensazione di essere abbandonati a sé stessi da Madrid e da Bruxelles.

Non aiuta sapere che i ricchi sono oggi ancora più ricchi di 7 anni fa, e i poveri ancora più poveri. Il divario cresce ormai con un ritmo del 5% l’anno, e divide lavoratori dipendenti (spesso licenziati o in cassa integrazione) e proprietari di rendite finanziarie (quelli sì, aiutati dal salvataggio degli istituti bancari). In questo panorama, non stupisce che molti preferiscano abbandonare il Paese: il tasso di emigrazione è salito del 6,3% nell’ultimo anno, e conta ormai due milioni di spagnoli fuori dalla patria. Sperando che la “fuga” sia una valvola di sfogo sufficiente, e che la rabbia (anche legittima) non esploda nelle strade. E noi, che siamo ad un passo da Madrid e due da Atene, come stiamo messi?