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Diritto di critica | September 28, 2021

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Alemanno, solidarietà 'abusiva' ai Marò

maroAlemanno è in piena campagna elettorale. Dopo i manifesti e cartelloni pre-pasquali, stupisce Roma con un’altra prodezza: un blitz al Colosseo “in solidarietà con i Marò” prigionieri in India. Rigorosamente abusiva, a partire dal palco (non autorizzato) sotto all’Anfiteatro Flavio. E le regole? Alemanno romanamente “se ne frega”: importante non è la legalità, ma il voto.

Fari su Alemanno. Il sindaco uscente di Roma ha organizzato una manifestazione di solidarietà per i due Marò, rispediti in India a rispondere dell’accusa di omicidio (in acque internazionali o indiane?). Una storia sporca e complicata, trasformata in una soap dai media italiani. Ora Gianni Alemanno gira la nuova puntata al Colosseo: dalla notte al giorno sorge una pedana lunga 18 metri e larga 6 in “piena area di sicurezza”, cioè a meno di 3 metri dalla cancellata, e tralicci che arrivano al primo ordine di archi. Tutto sommato, e tollerando lo spegnimento dei Fori, dei Mercati di Traiano e dell’Anfiteatro Flavio, sarebbe perdonabile (anche se la pacchianeria domina, specie per le proiezioni strappalacrime dei due Marò sul Colosseo, con la scritta “riportiamoli a casa”). Ma è tutto abusivo.

Palchi abusivi. Il Mibac e la Sovrintendenza ai beni archeologici non aveva mai autorizzato – come invece è obbligatorio – l’installazione del palco. I due enti hanno subito protestato, chiedendo l’immediato smantellamento della struttura: ma Alemanno ha tagliato corto. “Visto che c’è un’urgenza, andiamo avanti e non vogliamo sentire storie”, ha sentenziato. E così l’intervento dei vigili urbani (contro un’installazione abusiva del loro stesso sindaco!) è stato decisamente blando e permissivo. Solo in serata è arrivato l’ordine di sgombero ratificato dai carabinieri alla polizia municipale. E ormai era tardi.

Stracci di legalità. Restano sul campo le proteste di Cittadinanzattiva, l’unica associazione che si è mobilitata per far rispettare le regole, e le norme stesse della Città Eterna. Regole che lo stesso Alemanno ha reso negli anni più stringenti, per dimostrare il suo “senso della legalità” sponsorizzato nei cartelloni elettorali. Ora invece Alemanno diventa abusivo, occupa suolo pubblico turisticamente rilevante per farsi pubblicità. Proprio lui, che contro chi si sedeva sulla scalinata di Piazza di Spagna aveva scatenato fior d’ordinanze. Ma si sa, si dimentica tutto quando bisogna racimolare voti.