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Diritto di critica | September 20, 2021

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Letta in Messico, ora si può estrarre il petrolio

Letta in Messico, ora si può estrarre il petrolio

Falkland petrolioTroppo instabile il Mediterraneo, meglio il Golfo del Messico. Non si tratta, ovviamente, di scegliere la prossima meta per le vacanze. Bensì si tratta di un importante cambiamento della politica energetica italiana. Se la Libia non riesce più a garantire un regolare approvvigionamento di gas e petrolio, se in Egitto permane una situazione instabile, allora meglio guardare altrove, nonostante il Nord Africa rappresenti per il nostro Paese l’interlocutore naturale sotto il profilo energetico e geopolitico, storicamente e geograficamente determinato.

La nuova Eldorado del petrolio. Così l’Eni e il governo italiano guardano altrove. Con la decisione del presidente messicano Peña Nieto di liberalizzare lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi nel paese centramericano, nascono nuove immense possibilità di sfruttamento degli sterminati giacimenti sottomarini nel Golfo del Messico. Questi, secondo le più recenti stime, avrebbero una disponibilità pari a quella dell’Artico.

Ma non siamo i primi. Per questo, nei giorni scorsi, Enrico Letta è volato a Città del Messico per incontrare il presidente Nieto e per fare da apripista all’Eni e a varie aziende italiane, garantendo all’Italia un posto in prima fila, o quasi. Prima di noi si sono mossi gli Usa e la Cina. Il nostro governo arriva all’ultimo minuto possibile per garantirsi ancora una posizione privilegiata. La scelta del governo Letta di guardare all’America trova il silenzio assenso degli Usa, che recentemente hanno raggiunto l’autosufficienza energetica. Gli Usa, inoltre, conoscono bene l’esigenza energetica del nostro Paese e la nostra dipendenza dal gas russo. La scelta di guardare al Messico, di conseguenza, allenta la morsa di Mosca su Roma e risolverà presto i problemi di approvvigionamento dal Nord Africa.

Grossi affari per Eni. Eni, in concomitanza con la visita di Enrico Letta, ha inaugurato a Città del Messico il suo primo ufficio di rappresentanza con la partecipazione dell’ad Paolo Scaroni. Potrebbe essere prossimo, inoltre, un accordo di collaborazione con la società pubblica messicana Pemex.