IL GRAFFIO – L’appello è venuto ieri direttamente da Barbara Spinelli: “Il Fronte Nazionale – ha spiegato la giornalista all’Huffington Post riferendosi all’estrema destra francese – vuole meno Europa, noi invece vogliamo più Europa, per questo non abbiamo nulla a che vedere con Le Pen. Abbiamo linee totalmente opposte. Possiamo invece iniziare un rapporto con Grillo in Europa – ha sottolineato – come peraltro lui ha lasciato intendere negli ultimi giorni. Il Movimento 5 Stelle potrebbe rivelarsi molto meno antieuropeista di quello che sembri”. Già, non fosse – solo per citare uno dei 7 punti del programma pentastellato – per il referendum sull’euro. Ma le contraddizioni tra il programma della lista Tsipras e i grillini sono diverse e profonde. Roba che a sinistra qualcuno deve aver avuto un improvviso mancamento.
SE I POPULISTI VINCONO LE PROSSIME EUROPEE. SCENARI NEL POST-VOTO << L’ANALISI
Grillo – se non fosse chiaro – è lo stesso che si è detto favorevole al reato di clandestinità per i migranti, lo stesso che il 16 maggio 2013 così dichiarava: “Quanti sono i Kabobo d’Italia? Centinaia? Migliaia? Dove vivono? Non lo sa nessuno”. E ancora (23 gennaio 2013): “La cittadinanza a chi nasce in Italia è senza senso. O meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi”. Oppure (5 ottobre 2007): “Un Paese non può scaricare sui suoi cittadini i problemi causati da decine di migliaia di rom della Romania che arrivano in Italia. L’obiezione di Valium è sempre la stessa: la Romania è in Europa. Ma cosa vuol dire Europa?”.
Nel manifesto del movimento che in Italia sostiene Tsipras, invece, si legge: “Riformare le politiche europee dell’immigrazione, rifiutando il concetto di “Fortezza Europa” che alimenta forme di discriminazione, e garantendo invece i diritti umani, l’integrazione, il diritto d’asilo e le misure per la salvaguardia dei migranti, costretti ad affrontare viaggi in cui è a rischio la loro stessa vita”. Cosa c’entri con Beppe Grillo e con le sue visioni schiettamente nazionaliste sul fronte dell’immigrazione, non è chiaro. Entrambi i movimenti, invece, una volta in Europa rivedrebbero dalle fondamenta il Fiscal Compact, uno dei punti in comune più forti tra le due forze politiche.
Ma non è finita. Ad aggravare la situazione di una lista Tsipras che sembra navigare a vista dopo le ultime e clamorose defezioni, le percentuali: secondo i sondaggi di ieri realizzati per il Tg di Mentana, infatti, la lista della sinistra italiana che sostiene un greco, farebbe registrare meno del 4%, soglia minima per entrare in Parlamento, inchiodati a un misero 2,9%.
E sempre restando in tema di percentuali, quello di Grillo è un partito che ad oggi sfiora il 22% dei consensi: difficile che il comico decida di lanciare un salvagente elettorale al partito di una sinistra da anni fotocopia di se stessa e da troppo tempo relegata dai cittadini italiani fuori dal Parlamento. Per un partito come il MoVimento 5 Stelle sarebbe una contraddizione in termini con quanto detto per mesi. Certo, è vero che Grillo ha parlato di possibili alleanze in Europa, ma dopo un’attenta valutazione post elezioni. Sbilanciarsi prima, infatti, avrebbe il duplice effetto di fare un endorsment ad un’altra forza politica (in evidente difficoltà) e rischierebbe di far perdere i voti di quanti (tanti) votano M5S proprio per la sua paventata “purezza politica”. Nell’accogliere un appello simile, insomma, Grillo avrebbe solo da perdere.
Davanti alle evidenti contraddizioni tra alcune delle (fondamentali) parti del programma di Tsipras come lo è l’immigrazione (Grillo nei suoi sette punti per l’Europa nemmeno ne parla!), e le dichiarazioni del comico sul destino dei migranti nel nostro Paese, dunque, l’appello della Spinelli sorprende ma indica anche una debolezza comunicativa prima che politica: per cercare di unificarsi, infatti, la sinistra che sostiene Tsipras ha dovuto prima scegliere come sponsor il “Rutelli” greco e adesso – nonostante tutto – arriva a rivolgersi a un leader come il comico genovese. Quello che “se un ragazzo di Casa Pound volesse entrare nel nostro Movimento, con in requisiti in regola, non ci sarebbe nessun problema. Che poi hanno pure alcune idee condivisibili”.
A sinistra, pare, i salvagenti non bastano più.
Twitter@emilioftorsello