Donne inermi, manifestanti con le mani alzate. I poliziotti turchi non hanno risparmiato nessuno.
Tag: rivolte
A Teheran tornano le rivolte, il regime sguinzaglia le milizie
Duri scontri a Teheran nella giornata di mercoledì tra unità anti-sommossa della polizia e manifestanti scesi in piazza per protestare contro l’aggravarsi della crisi economica ed in particolare contro il crollo del rial, la moneta iraniana, che ha perso più dell’80% del proprio valore rispetto a un anno fa. I manifestanti hanno inneggiato slogan contro Ahmedinejad… Continua a leggere A Teheran tornano le rivolte, il regime sguinzaglia le milizie
Sudan del Sud: i 600 chilometri dell’autostrada fantasma
Presentata come la prima via d’accesso per il porto di Mombasa in Kenia, la ‘Giuba-Nimule’ fa parte di quel rilancio delle infrastrutture voluto dal governo del Sudan del Sud per modernizzare il paese. Una porta verso il mare, visto che il giovane stato africano non ha sbocchi sull’Oceano Indiano, né tantomeno su quello Atlantico. Un’opera… Continua a leggere Sudan del Sud: i 600 chilometri dell’autostrada fantasma
Così l’Egitto ricorda il giovane simbolo della rivoluzione
«Non preoccuparti Khaled, abbiamo vendicato la tua morte». Khaled Said: un nome diventato un simbolo e un volto che ha ispirato quella che è stata una delle prime rivolte dell’inverno di fuoco del mondo arabo, in Egitto.
La rivoluzione sulla strada di Damasco: è la volta della Siria
Mentre gli occhi del mondo sono puntati sulla Libia, la rivoluzione araba continua, raggiungendo un’altra fase molto delicata per il Medio Oriente. La nuova protagonista è la Siria. Il delicato equilibrio di questa regione, che è stato già scosso più volte negli ultimi mesi, è nuovamente messo in pericolo dalle proteste del poolo siriano intenzionato a mettere fine al regime oppressivo della famiglia Asad.
«Speriamo ne affoghi qualcuno», così l’altra Italia guarda a Lampedusa
«Ogni italiano ha un sogno nel cuore: prendere un kalashnikov e sparare al barcone». E ancora: «Ma con tutti ‘sti caccia che fanno la spola Italia-Libia, un paio di bombette perse sul mare che affondano qualche barcone è chiedere troppo?», oppure «speriamo che ne affoghi qualcuno». Il tono del gruppo “Basta immigrati”, su Facebook, non lascia… Continua a leggere «Speriamo ne affoghi qualcuno», così l’altra Italia guarda a Lampedusa
“Test di verginità” e torture: l’Egitto contro le donne scese in piazza
Chiedevano partecipazione, rivendicavano i diritti per cui loro stesse erano scese in piazza nei giorni della rivolta anti-Mubarak: per questo sono state arrestate e torturate. Botte, scariche elettriche, umiliazioni e “test di verginità” sotto la minaccia di essere incriminate per prostituzione.
Quel muro che trasforma i padani in terroni
«Alziamo un muro tra l’Italia e la Svizzera». L’ultima provocazione di Giuliano Bignasca, leader della Lega ticinese. La barriera servirebbe a fermare i migranti che stanno sbarcando in questi giorni a Lampedusa. Ma il vero obiettivo sono gli italiani, soprattutto i lombardi, accusati di rubare lavoro agli svizzeri e di portare la delinquenza nel Canton Ticino. Anche per colpa dell’ “amico” Roberto Maroni.
Egitto, i colpi di coda del regime di Mubarak
Non tutto rose e fiori nell’Egitto del post Mubarak. Mentre per le strade si cerca di tornare alla normalità e nei palazzi istituzionali si lavora per modificare in tempi brevi la Costituzione sull’onda delle proteste, proseguono anche gli episodi di violenza, colpi di coda di un regime andato ormai allo sfascio. Il dito è puntato… Continua a leggere Egitto, i colpi di coda del regime di Mubarak
Ridare all’Egitto quello che era dell’Egitto
Hosni Mubarak è stato sconfitto. Il suo regno è caduto, sgretolato sotto i colpi di una rivolta innovatrice che non ha lasciato scampo al vecchio autoritarismo. Ora il nuovo regime presenta il conto. E a quasi due settimane dalla sua fuga, il nuovo governo militare inizia la conta delle ricchezze. Il procuratore generale egiziano ha infatti inoltrato al ministero degli Esteri la richiesta di verifica e congelamento dei beni e dei conti fuori confine, riconducibili proprio al presidente Mubarak
