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Diritto di critica | May 18, 2021

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Indignados, il corteo pacifico dimenticato dai media - Diritto di critica

Indignados, il corteo pacifico dimenticato dai media

Scritto per noi da Enrico Ruffino

In una Roma sconvolta dagli scontri, sabato scorso un corteo “correva” forte e pacifico. Erano tanti, davvero tanti. In numero nettamente maggiore rispetto ai ” facinorosi violenti”. Questo però da alcuni media è stato dimenticato, anzi è stato totalmente omesso.

Libero ieri titolava “cocchi di sinistra”, come se la sinistra fosse parte di quella violenza e la demenza. Il Giornale, invece, definiva in modo generico tutti “criminali!”, come se anche quanti sfilavano nel corteo opposto, fossero stati criminali violenti. E’ strano pensare come un manipolo di imbecilli possano aver oscurato centinaia di giovani, padri di famiglia e pensionati che volevano protestare in modo pacifico per i loro diritti.

E proprio dalle colonne di Libero, Giampaolo Pansa si è scagliato in un editoriale dal titolo “quante balle sui black block” ribattendo che “nel grande corteo di ieri a Roma, gli Indignati del 2011 hanno provocato un disastro. Erano anche loro vecchie conoscenze. Non a causa dell’età, abbastanza giovane, bensì per la connotazione politica. Centri sociali, militanti no global, Cobas, no Tav, no Ponte di Messina, avanguardie della Fiom, antagonisti, anarchici, squatter, collettivi universitari senza bussola. Tutti raccolti sotto una sigla copiata dal movimento spagnolo. Ma ancora una volta la loro furia è servita soltanto a devastare il centro della capitale, a fare molti feriti, a bruciare automobili, a distruggere agenzie bancarie e negozi, a invadere edifici pubblici”. C’erano giovani Cobas, no tav e avanguardie della fiom che però giravano con bandiera ed estro lungo il corteo pacifico e, alle fine, si arrabiavano persino con il Tg3 perchè non aveva messo in risalto persone pacifiche che protestavano in modo pacifico.

“Non è possibile che la stampa tacci tutti noi, ci oscuri e faccia tacere persone che non avevano la minima intenzione di bruciare camionette e distruggere la città. Siamo molto di più di quei violenti.” chiosava una ragazza che con la violenza non c’entrava nulla ai microfoni di Rainews24.

Così come dalle colonne del Giornale, Vittorio Feltri ha deciso di rincarare la dose. “Altro che Indignados, sono criminali” intitolava il suo sferzante editoriale: “Ringraziate il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che non vi ha preso a calci in bocca perché lui stesso temeva e teme di prenderne dall’opposizione che vi strumentalizza, appoggia e incita. E non venite a raccontarci che non siete responsabili dei disastri, che è tutta colpa degli infiltrati provocatori. I provocatori siete voi. E anche farabutti”. Ha scritto senza guardare l’altra parte di un movimento. Come se tutti fossero uguali: i violenti, i pacifici, i padri di famiglia, i pensionati e i farabutti. Forse, questa volta, invece di dire che la colpa è di qualcuno, bisognerebbe punire i violenti, sempre nel rispetto della dignità dell’uomo, ed esaltare i pacifici che, nonostante tutto, hanno applaudito i poliziotti.

Unica eccezione, Rainews24 ha trasmesso una diretta pesante commentando e condannando la violenza e mettendo in parallelo le immagini della violenza e quelle del corteo pacifico. Il canale diretto da Corradino Mineo ha sottolineato la differenza tra queste due Italie. Eppure il senatore Butti, in un comunicato stampa, ha comunicato che ” la condotta di Rainews24 è stata inammissibile”. Mineo ha risposto chiaramente all’affermazione ribattendo che “la condotta inammissibile è quella di un senatore che riesce a strumentalizzare fatti gravi e scioccanti come quelli di Roma” e sopratutto che “l’informazione si deve occupare di dare tutte le notizie e saper scindere, se ci sono, due avvenimenti distinti e separati”.

Comments

  1. Famvacchi

    Ai TG abbiamo visto solo i tempi della distruzione. Non il corteo tranquillo!!!! Certo! fa più notizia e induce a comprare giornali o a vedere il TG i fatti violenti e pericolosi. Ma è lo stile di parecchi  giornalisti ….. ho notato con disgusto la “foga” di una giornalista che raccontava i fatti, quasi fosse orgogliosa di poterli raccontare. Ma il mondo va così: i TG e i giornali sono pieni di cronaca nera, sembra che in tutta Italia non ci siano altro che omicidi, stragi, distruzioni e rabbia. Ma è proprio vero? C’è solo questo o altro?.

  2. Antoniocandioli

    come al solito la marmaglia che abbiamo al governo ci rende sempre più poveretti

  3. Oni11

    appunto  gli atti vandalici e violenti sono funzionali solo al sistema al governo.. si parla di atti violenti e non delle ragioni della protesta di molte migliaia di parsone di ogni età che protestava civilmente contro le scelte economiche del sedicente governo italiano . alfano si è affrettato a ricordare che i molti astenzionisti al voto devono ricordarsi non solo di votare   ma di votare bene( nella sostanza  dice, noi siamo buoni e quelli sono i cattivi) solo che in 10 anni non si è mai arrestato, identificato, processato un solo cattivo… ergo sono mandati apposta per discretitare il popolo ..dico popolo che manifesta in modo pacifico e determinato

    • Pippofrancis

      Sono d’accordo con Oni11. A me pare facilissimo pensare che proprio i
      potenti, i governanti e chi più aveva da temere da quella manifestazione
      con le sue eventuali conseguenze, siano gli stessi che “ingaggiano” i
      cosiddetti black blocks, o neri, o come li si voglia chiamare, con
      l’ovvio scopo di poter far degenerare totalmente i fini, e con essi gli
      stessi presupposti, che avevano originariamente mosso tante persone a
      scendere in piazza a far sentire la loro voce pacifica nella difesa dei
      propri sacrosanti diritti. L’attenzione in questo modo è evidentemente
      ed inevitabilmente spostata precisamente da “quegli” intenti, legittimi
      ed assolutamente democratici, a “questi” fatti di violenza, distruzione e
      ribellione del tutto incivile. E il gioco è fatto: la manifestazione
      con tutti i suoi buoni propositi va a farsi benedire! E l’occasione è
      propizia (una volta di più) per i manovratori dei giochi di farsi “belli
      e grandi”, di gonfiare il petto e riempirsi la bocca di paroloni epici
      e, giustificati da questi fatti da LORO provocati ad hoc, non correre il
      rischio di risultare ridicoli, ma anzi apparire addirittura eroici,
      senza ombra di dubbio, GIUSTI. Il gioco è molto facile quando si ha in
      mano il potere di mobilitare gruppi armati e violenti, ed al tempo
      stesso il controllo dell’informazione necessario a farli passare per
      criminali autonomi, perché le persone “comuni”, purtroppo, tendono
      ancora a credere troppo ingenuamente e facilmente a cosa viene loro
      propinato dall’informazione che ha la parvenza dell’ufficialità.

      Un onesto lavoratore

  4. Stefanorosano

    finalmente un articolo scritto bene. complimenti!