La corsa inarrestabile del petrolio, prezzo raddoppiato entro il 2022

“Un territorio inesplorato per l’economia mondiale, che non ha mai sperimentato un aumento dei prezzi di tale entità, per più di pochi mesi”. Il team di ricerca del Fondo Monetario Internazionale (FMI) lancia l’allarme su quelli che potrebbero essere gli scenari economici futuri su una delle materie prime più importanti del pianeta. Il nuovo documento del FMI delinea il prezzo del greggio al livello storicamente elevato di 113 dollari al barile, dopo che l’Agenzia Internazionale per l’Energia ha riferito che il consumo aumenterà durante l’anno in linea con la ripresa economica mondiale.

Una delle cause dell’aumento, secondo lo studio, sarebbe da imputare non ai vincoli di estrazione del petrolio bensì al prodotto finale. “Mentre il nostro modello – si legge nel rapporto intitolato “Il futuro del Petrolio: Geologia e Tecnologia” – non è pessimista sulla produzione del petrolio, come risorsa naturale, la nostra previsione sull’aumento dei prezzi va in direzione di un raddoppio entro dieci anni”.

A quanti anticipavano l’esaurimento di alcune materie prime, come “l’oro nero”, gli studiosi dell’ FMI hanno prospettato un futuro diverso. Trivellazioni oceaniche hanno, già, consentito di scovare nuovi siti petroliferi. Il Brasile, nei prossimi anni, investirà ingenti risorse nella ricerca e nella raccolta del greggio.

Il documento dell’ FMI è stato preparato da autorevoli studiosi, tra cui Jaromir Benes, l’ ex capo dei ‘modelli macroeconomici’ nella Banca nazionale della Repubblica Ceca, ora alle dipendenze del Fondo Monetario Internazionale a Washington. Un rapporto, sottolineano gli analisti, che dovrebbe essere più accurato rispetto ai precedenti studi, specie in un settore dove la prevedibilità è, storicamente, a livelli molto bassi. “I nostri risultati empirici – si legge – indicano, che se le previsioni continueranno su questo trend anche nei prossimi dieci anni, il futuro sarà problematico”.

Nel frattempo, l’Agenzia Internazionale per l’Energia, che fornisce consulenza ai paesi industrializzati, tra cui il Regno Unito, ha fatto sapere che i prezzi del greggio rimarranno elevati per tutti il 2012 a causa delle tensioni diplomatiche tra l’Iran e l’Occidente. “La situazione mondiale rimane incerta e le variabili geopolitiche potrebbero condizionare i prezzi del petrolio”.

L’agenzia ritiene, inoltre, che il trend del calo della domanda, attivato dal rallentamento dell’economia mondiale, è ormai alle spalle ed è attesa nei prossimi mesi l’aumento della richiesta di greggio.

Il cartello petrolifero dell’Opec, una settimana fa, aveva sottolineato che la crescita della domanda petrolifera aveva “fermato la sua tendenza al ribasso”.

Di Alessandro Proietti

romano, 28 anni, è giornalista professionista, iscritto all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Mi sono laureato in editoria, comunicazione multimediale e giornalismo alla Sapienza. Ho collaborato con le redazioni “All News” e “Sport” di Radio Rai, con l’emittente televisiva 7 Gold. Nel 2007 ho conseguito un diploma di “Cinema e televisione” presso l’Ucla di Los Angeles. Ho collaborato, inoltre, con l’Agi nelle redazioni “Nazionale”, “Esteri” e “Olimpiadi 2008”. Nel 2009 ho fatto uno stage alla redazione romana della Gazzetta dello Sport e nel 2010 uno stage nella redazione giornalistica di RDS. Ho conseguito un diploma di “Dizione e fonetica”, con il doppiatore Rai Alberto Lori. Ho partecipato ai seminari di formazione annuali, nel 2008 e 2009, organizzati dalla Comunità di Capodarco e dall’agenzia Redattore sociale. Ho preso parte al seminario “Mass media, salute e Migrazioni”, presso l’ospedale Bambin Gesù. Mi interesso di sport, cronaca nera, cinema e sociale.