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Diritto di critica | July 31, 2021

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Ryanair e la crisi dell’Eurozona, in inverno aumenti delle tariffe contenuti

Ryanair e la crisi dell’Eurozona, in inverno aumenti delle tariffe contenuti

Utile netto in calo del 29% nel primo trimestre d’esercizio, a 98,8 milioni di euro, a causa del rialzo del costo del petrolio. L’aumento è stato del 27%, compensato in parte dall’incremento delle tariffe e delle entrate annesse (il prezzo del trasporto dei bagagli). In aumento anche del 6% i passeggeri rispetto allo stesso periodo dello scorso anno per un fatturato in crescita dell’11% a 1,28 miliardi. La compagnia di Michael O’Leary ha confermato gli obiettivi, con un rialzo del 4% del traffico aereo.

I rendimenti saranno rivisti nel prossimo inverno, nonostante la Ryanair abbia fatto registrare aumenti a doppia cifra nelle tariffe degli ultimi anni, negli itinerari più lunghi e a causa degli elevati costi del carburante. “Attualmente – ha precisato Michael O’Leary – non siamo in grado di stabilire la reale entità dei rendimenti invernali, ma se l’austerità continua, unita alla recessione europea, cercheremo di contenere la crescita delle tariffe”.

Ryanair nel primo trimestre è stata all’altezza delle aspettative di mercato registrando, comunque, un utile netto inferiore alle previsioni di 114 milioni di euro. I ricavi sono aumentati dell’11% a 1, 3 miliardi di euro, mentre il numero dei passeggeri è salito del 6% a 22,5 milioni, sottolineando la forza della compagnia aerea a corto raggio nel mercato europeo. Gli analisti sostengono che il mancato profitto sia dovuto ai ricavi tariffari inferiori al previsto, circa il 4% rispetto al 10 iniziale. L’incubo dei passeggeri Ryanair, oneri accessori come il check in dei bagagli in sovrappeso o in sovradimensione, ha fatto registrare un aumento vicino all’8%.

L’aumento delle tariffe dei biglietti aerei nelle vecchie tratte è stato causato anche dall’apertura di nuove rotte in paesi come Cipro, Danimarca, Ungheria, Polonia, Regno Unito e Spagna. In passato, O’Leary aveva sostenuto l’idea di come la crescita più lenta nel numero dei passeggeri fosse compensata dai maggiori ricavi per passeggero. In un’intervista, rilasciata all’Observer due anni fa, l’ad di Ryanair aveva posto l’attenzione sul recupero dei costi sostenuti, raggiungendo grandi aeroporti molto vicini ai centri urbani al fine di corteggiare un numero superiore di passeggeri paganti, “senza l’ossessione di essere la compagnia con le tariffe più basse sul mercato”.