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Diritto di critica | August 9, 2022

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L'Iran ha paura della rete, verso l'oscuramento di internet

L’Iran si prepara a introdurre una propria rete intranet separata dal “world wide web”. Il primo passo è stato quello di bloccare Gmail e limitare l’accesso al motore di ricerca di Google. Ciò ha creato notevoli problemi alle imprese e ai businessmen iraniani in quanto Gmail è molto usata per comunicare con l’estero.

Secondo l’Agenzia Stampa degli Studenti Iraniani (ISNA) il blocco di Google sarebbe da ricollegare all’ormai noto film anti-islamico “The Innocence of Muslims”, fatto girare su Youtube e causa di pesanti disordini in numerosi paesi islamici, anche se al riguardo non vi sono conferme ufficiali.

In Iran è già attivo uno dei più potenti sistemi di filtri del mondo, in grado di controllare il traffico internet dei cittadini e di bloccarne l’accesso a numerosi siti web catalogati come “offensivi”  o “fuorilegge” tra cui, ovviamente, tutti quelli considerati “anti-governativi”. Gli iraniani solitamente riescono ad aggirare i blocchi attraverso i virtual private networks (VPN), software che fanno apparire gli utenti come se fossero dislocati in altri paesi.

La creazione di una rete intranet iraniana porterebbe a un ulteriore isolamento della popolazione, già pesantemente segregata e controllata da un regime sempre più preoccupato per gli sviluppi del conflitto siriano ed è proprio qui che si potrebbe nascondere la reale motivazione del provvedimento.

Il regime iraniano è nel baratro, già isolato dalle pesanti sanzioni economiche legate al programma nucleare e in procinto di perdere il suo unico alleato in Medio Oriente, la Siria di Assad. Ciò sarebbe un durissimo colpo per gli interessi di Teheran e potrebbe avere effetti devastanti anche all’interno del paese, con un potenziale riaccendersi della “rivolta verde”, pesantemente soffocata da un regime che non ha esitato a perseguitare ed incarcerare manifestanti e leader dell’opposizione.

In quel caso gli studenti iraniani utilizzarono proprio internet  ed in particolare Youtube, filmando gli scontri e gli assalti della polizia di regime nei confronti della folla scesa in piazza per protestare e trasmettendoli poi in tutto il mondo attraverso il web. Dunque potrebbe essere questa la reale preoccupazione del regime.

Da notare che la nuova rete sarebbe stata creata grazie al notevole contributo del gigante cinese dell’informatica, la Huawei; la Cina  si è più volte opposta a sanzioni unilaterali contro l’Iran ed è stata più volte messa sotto accusa per aver violato le sanzioni internazionali intrattenendo rapporti economici con il regime di Teheran.

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