IL GRAFFIO – Dopo gli insulti di ieri diretti a Giorgio Napolitano, stamattina è comparsa la nuova roboante iniziativa pentastellata che – pur di parlar di qualcosa – se la prendono ancora con il presidente della Repubblica. Viene da dire: menomale che c’è il Papa che proprio oggi è intervenuto sul dramma dell’usura che affligge tanti italiani. Anche se a Genova Grillo aveva cercato di tirare Francesco sul carrozzone dei Cinque Stelle, il nuovo pontefice appare molto più concreto che non i pentastellati pagati con i soldi pubblici.
E se è curioso il fatto nel sondaggio promosso oggi si possano votare tutte le opzioni, a fronte di una domanda che chiede quale sia “l’atto più grave” commesso da Napolitano, i grillini si sono però dimenticati della loro fantomatica democrazia online e hanno tralasciato di porre alla base una domanda fondamentale: gli elettori Cinque Stelle vogliono davvero l’impeachment per Napolitano? O preferirebbero piuttosto vedere i loro deputati impegnati su fronti ben più concreti? Insomma, davvero i pentastellati suppongono che tutti siano uniti e coesi in questa crociata contro il Capo dello Stato, quasi fosse lui la causa di tutti i mali di questo Paese? Perché tanti tra quanti hanno votato il MoVimento in realtà si trovano a dover fare i conti con i problemi che invece ha citato papa Francesco in più di un’occasione: precarietà, povertà, disoccupazione, mutui, affitti da pagare e soldi che non ci sono, speranze deluse. Delle presunte accuse al capo dello Stato mosse da questi deputati pagati con soldi pubblici, a molti interessa poco. Per non parlare del fatto che in passato lo stesso Grillo avrebbe definito “finzione” la richiesta di impeachment.
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Eppure l’errore c’è stato ed è macroscopico (un po’ come la possibilità di votare due volte sul sito del comico, inserendo email differenti): i parlamentari del MoVimento – quelli eletti per esprimere il volere degli elettori di cui sono, come spesso ripeteva Grillo, dipendenti – hanno pensato bene di non consultare la base e il “webbe” – nessuna consultazione online è stata proposta – per sapere se “la ggente” sia o meno d’accordo con un provvedimento di portata storica come la messa in stato d’accusa del presidente della Repubblica. Quisquillie e pinzillacchere. Che volete che sia…un tempo la chiamavano democrazia.